La manifestazione
Follonica, ventisette gatti avvelenati
I mici non facevano parte di una colonia censita. La rabbia e il dolore della ragazza che si prendeva cura di loro
FOLLONICA. Sterminata una colonia felina all'interno dell'Ilva, avvelenati quasi una trentina di mici. Non è la prima volta che accade, ma mai come stavolta la crudeltà umana è arrivata a tanto. Almeno a Follonica. Qualcuno ha preso di mira, riuscendo nel suo intento, ventisette randagi che vivevano nella zona della città fabbrica, curati da una giovane donna che abita dentro l'Ilva.
Non era una vera e propria colonia felina, anche se l'amore che la follonichese metteva nell'accudirli era identico a quello delle volontarie che si occupano delle varie aree protette sparse nel comune del Golfo. «Abito dentro l'ex Ilva, avevo ben 27 gatti – racconta la giovane donna - non davano noia a nessuno, ma stamani (ieri per chi legge) abbiamo avuto la sorpresa: sono stati avvelenati. Come può l'essere umano essere così vile. Addio gattini forse dove siete ora starete sicuramente meglio e non dovrete aver paura che un essere umano vi tradisca».
Lo sfogo della signora è apparso ieri mattina sulla pagina Facebook, “Sei follonichese se...”: il social network da tempo oltre ad essere utilizzato per stringere rapporti con persone vicine e lontane, è diventato anche uno spazio dove denunciare episodi di cronaca. La follonichese racconta di aver creato per quei gatti una specie di zona protetta, proprio per evitare spiacevoli sorprese. Oltre ai mici adulti della colonia facevano parte anche dei cuccioli: due sono stati portati dal veterinario, perché non hanno più il latte della mamma a disposizione.
Dal medico la donna ha portato anche uno dei felini trovato morto, per capire le cause di quanto accaduto, anche se l'avvelenamento è la più probabile delle motivazioni. Tra l'altro la donna spiega di avere anche un'idea di chi possa essere stato. «Non è la prima volta che succede – commenta un'altra follonichese, che abita vicino all'Ilva - io il mio cane non ce lo porto più dentro le mura, perché ho paura che possa mangiare qualcosa di avvelenato: dobbiamo intervenire non possiamo più permettere che accadano episodi simili. Dobbiamo essere tranquilli quando portiamo fuori i nostri animali o accudiamo dei randagi».
Un'altra ragazza racconta che nel suo palazzo una polpetta avvelenata è stata trovata nel balcone di un suo vicino, casi simili quindi non sono rari. L'invito di tutti quelli che amano gli animali è di denunciare situazioni simili, così da mettere fine a questa abitudine “fatale”.
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