Il Tirreno

Grosseto

«Colpita da un cacciatore» Denuncia choc di una donna

di Francesca Gori
«Colpita da un cacciatore» Denuncia choc di una donna

La cinquantacinquenne era andata a fare una passeggiata sull’Ombrone Le raffiche sono partite da un capanno e l’hanno raggiunta dentro la sua auto

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ISTIA D’OMBRONE. Ha sentito prima il rumore di una raffica. Spari, che provenivano da un oliveto lungo la strada che porta sull’argine dell’Ombrone. Poi ha sentito un colpo, un dolore alla tempia e si è portata subito la mano alla testa per sentire se si bagnava con il suo sangue. Ma per fortuna quel pallino che è entrato nell’abitacolo dell’auto sulla quale viaggiava lunedì pomeriggio insieme al marito l’aveva presa solo di striscio. Ieri il segno di quella brutta avventura vissuta il giorno prima a Pian del Barca.

«Ho avuto una paura terribile - dice la donna - ma per fortuna non ci sono state conseguenze gravi. Il problema che resta però è la convivenza tra chi vuole vivere la natura per fare una passeggiata e chi invece imbraccia un fucile».

La presenza dei cacciatori in quella zona verde che si snoda tutta lungo l’argine dell’Ombrone non era segnalata. La legge infatti non lo predeve. «Io e mio marito stavamo andando a fare una passeggiata lungo l’argine - racconta - avremmo lasciato l’auto un po’ più avanti quando ci siamo trovati in mezzo a quelle raffiche. Un pallino è entrato dal finestrino che avevo leggermente aperto e mi ha colpita». L’auto sulla quale viaggiava la coppia si è arrestata di colpo e il marito della donna è sceso. «Gridava ai cacciatori di smettere di sparare - dice - segnalando la nostra presenza. Ma da un capanno costruito tra gli olivi abbiamo visto una mano uscire fuori e farci cenno di restare calmi. Non abbiamo ricevuto nemmeno una parola di scuse».

Impauriti per quello che era appena successo, i due, appassionati di trekking e nordic walking, sono risaliti sulla loro auto e hanno cercato di dare prima l’allarme ai carabinieri, poi sono corsi a casa dove è stato chiamato il medico di famiglia che ha visitato la cinquantacinquenne. «Il cellulare non prendeva la linea in quel punto - dice la donna - e allora abbiamo deciso di tornare a casa. Il medico ha visto che avevo soltanto preso un colpo, che non c’erano ferite e ho preferito non andare al pronto soccorso. Mi ha soltanto consigliato di fare una radiografia».

Lo spavento però, ancora ieri, non era passato. «Ho avuto paura perché all’improvviso mi sono trovata in mezzo a delle raffiche di pallini quando invece stavo soltanto andando a fare una passeggiata in mezzo alla natura». La coppia ieri mattina si è presentata negli uffici della polizia provinciale dove ha sporto denuncia contro ignoti. «Gli agenti della provinciale ci hanno spiegato che lunedì, giorno della preapertura della caccia - dice - c’erano tante doppiette lì a Pian dl barca, arrivate da mezza Toscana. E che è impossibile sapere chi c’era in quei due capanni da dove sono partiti i colpi di fucile».

La segnalazione è quindi stata fatta alla Provinciale, dopo che la coppia si era consultata anche con la Lav, la lega anti vivisezione di Grosseto. «La legge 157/92 proibisce di sparare a meno di 150 metri dalle strade - afferma Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto - e adesso chiediamo che siano fatte tutte le indagini per individuare chi ha messo a rischio la vita di queste persone. Si riconferma che la caccia è un rischio concreto per tutti i cittadini, oltre ad uccidere innumerevoli animali innocenti. Una così diffusa presenza di fucili sul territorio maremmano, che conta circa novemila cacciatori, fortunatamente in costante calo, non può essere sottovalutata per la pubblica sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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