Sicurezza
Colpì l’ispettore con un crocifisso
Un anno e due mesi la pena per un romeno arrestato alla stazione ferroviaria per resistenza e lesioni
GROSSETO. A chi lavora in strada e indossa una divisa può capitare abbastanza spesso di trovare chi dà in escandescenze e si rifiuta di dare i documenti. Meno frequentemente invece, anzi praticamente mai, capita che chi compie atti di resistenza a pubblico ufficiale brandisca un crocifisso per tenere lontani gli operatori.
Una volta però è accaduto ed è accaduto a Grosseto. Era il 25 giugno scorso e la location era la stazione ferroviaria di Grosseto. Quando l’ispettore della polizia ferroviaria si era avvicinato per identificarlo, Sergiu Nicolae Antonoaea, romeno di 29 anni, aveva tenuto subito un atteggiamento minaccioso. E con un crocifisso stretto nel pugno aveva vibrato un colpo che aveva finito per causare una ferita alla testa all’ispettore, il quale aveva dovuto poi far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso, che l’avevano giudicato guaribile in otto giorni.
Finito in manette all’epoca, è stato poi processato con rito direttissimo. Antonoaea ha preferito non discutere il caso di resistenza con lesioni e ha patteggiato 1 anno e 2 mesi con il giudice Compagnucci. Il quale ha sospeso la pena e lo ha rimesso in libertà.
L’episodio era avvenuto sui binari della stazione ferroviaria. Secondo la ricostruzione fornita all’epoca, il giovane straniero camminava avanti e indietro sul marciapiede che costeggia i binari chiedendo insistentemente del denaro. Un atteggiamento che era andato avanti per un po’. Chi rifiutava di dare l’elemosina sarebbe stato apostrofato con un “Dio ti maledica”. Poi qualcuno si era infastidito e aveva chiamato il 113, dopo che il giovane aveva allontanato bruscamente anche un dipendente della stazione, anche lui colpito con il crocifisso nel pugno. Erano arrivati polfer e volante: «Dovete darmi mille euro a testa - aveva gridato alla vista degli agenti - altrimenti successe un putiferio». E in effetti era stato di parola. Perché Antonoaea non si era affatto calmato e aveva di nuovo vibrato un colpo con quella mano in cui stringeva il crocifisso, nascondendolo nel pugno. Il colpo aveva raggiunto l’ispettore alla testa. Era seguita una breve colluttazione, nella quale gli agenti avevano faticato non poco per avere ragione dello straniero.
L’uomo era stato finalmente immobilizzato per essere caricato sull’auto di servizio destinata a raggiungere la Questura. Sia durante il tragitto verso l’ufficio sia arrivato in piazza Palatucci, Antonoaea aveva continuato a gridare e dimenarsi. Anche per gli agenti una dose di “Dio vi maledica” come quella già riservata ai passeggeri in salita e in discesa dai treni in transito nella stazione.
Una volta in Questura, erano spuntati fuori alcuni precedenti per reati contro il patrimonio e la persona. Sentito il magistrato di turno, Antonoaea era stato arrestato e il giorno dopo portato davanti al giudice per la convalida del provvedimento. Successivamente si è svolto il processo, che ha visto tornare in libertà il giovane dopo aver concordato la pena con la Procura.
(p.s.)
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