Sicurezza
Autostrada, tutto iniziò nel 1964: «Passerà da Castiglione»
Cinquant’anni fa un consorzio pubblico-privato presenta il progetto al ministero. Due i tracciati
GROSSETO. «È stata presentata al ministero dei lavori pubblici la domanda di concessione per la costruzione e la gestione di un’autostrada Livorno - Civitavecchia. Una arteria lunga km 211,930, a quattro corsie, costo complessivo 120 miliardi di lire». Così iniziò la storia.
Ora, indovinate a quando risale questo articolo pubblicato sulla stampa locale. Il termine “lire” vi dice che eravamo prima del 2002? Be’, tirate un bel po’ più indietro le lancette dell’orologio. Perché l’articolo in questione è apparso il 7 novembre 1964: mille e novecentosessantaquattro.
È passato mezzo secolo, cinquant’anni tondi tondi, e quella domanda «presentata al ministero dei lavori pubblici» è diventata un enorme punto interrogativo sulla cartina geografica della Maremma. Oddio, a parte un pezzettino a Rosignano, neanche il resto del progetto in questi cinquant’anni è stato realizzato. I capelli degli ingegneri sono diventati bianchi, le calcolatrici hanno lasciato il posto ai computer, le società hanno cambiato nome, i politici hanno cambiato idea. Con buona pace dell’articolista che definisce l’autostrada «un’opera che ci vuole».
La cronaca del 7 novembre 1964 racconta che la domanda è stata presentata «da un costituendo consorzio del quale per ora fanno parte le amministrazioni provinciali di Grosseto e Viterbo, la camera di commercio di Roma, la Cassa di risparmio di Livorno, la Salt (società autostrade liguri toscane) e la Sina (società iniziative autostradali nazionali)». Il giornalista sottolinea che «punta di diamante di questo gruppo è stata l’amministrazione provinciale di Grosseto e per essa il presidente Mario Ferri».
Fa sorridere che alcuni aspetti socio economici del Belpaese siano degli evergreen: «Dato il vento che tira nelle esigui casse dello Stato non c’è da prevedere una realizzazione a tamburo battente – si legge nell’articolo – ma è indubbio che il problema esiste, ha una sua urgenza». Questo, tanto per non dimenticarlo, lo dicevano 50 anni fa.
Ma come si immaginavano di costruirla, l’autostrada, mezzo secolo fa? E soprattutto: quale era la proposta per il tracciato che ancora oggi fa discutere, quello a sud di Grosseto? Il progettista, professor ingegner Luigi Baschieri di Pisa, aveva ipotizzato diverse soluzioni, e per la zona a sud e per la zona a nord di Grosseto.
Chissà cosa ne penserebbero oggi i sindaci di Follonica, Scarlino, Castiglione della Pescaia e Grosseto se venisse loro proposto di far passare l’autostrada da Pian d’Alma, le Collacchie, Castiglione «dietro il cimitero» e poi, costeggiando la pineta del Tombolo giù a fianco del fosso Tanaro fino a raggiungere l’Ombrone alla Trappola. Questa era l’ipotesi, anzi la «soluzione migliore dal punto di vista tecnico, economico e geologico», dice l’articolo, ma è stata poi scartata per la «forte lottizzazione di Castiglione». Nel progetto definitivo l’autostrada avrebbe dunque dovuto curvare a Pian d’Alma verso l’entroterra, con due gallerie, e risbucare dietro Castiglione. Sempre alla Trappola, comunque, sarebbe finita e da lì, un bel ponte sull’Ombrone e via verso Alberese.
Ora, cinquant’anni fa come oggi per il tratto sud il dilemma è sempre quello: tracciato interno o tracciato costiero? Il progettista, infatti, fa due proposte. Per quanto riguarda il tracciato «esterno», oltre alla presenza di paludi, il problema è «l’attraversamento dello spuntone di calcare cavernoso a sud di Fonteblanda» che «richiederebbe uno scavo nel calcare stesso e avrebbe interferenze con le sorgenti sulfuree». Il problema, in sostanza, era il puzzo di zolfo «che sarebbe oltremodo sgradevole».
«Il tracciato interno, invece – prosegue l’articolo – presenta il vantaggio di una minore lunghezza di 3 Km» e corre su terreni più antichi e quindi più asciutti. Secondo questa ipotesi, il percorso si snoda «da Alberese sul lato est della ferrovia, quindi passa a est di San Donato e attraverso una zona di basse colline passa a ovest di Capalbio e si ricongiunge al tracciato precedente nei pressi di Pescia Fiorentina».
L’autostrada avrebbe avuto caselli a Castiglione, Marina, Talamone-Alberese, Orbetello nord, Orbetello sud e Montalto, e cinque aree di servizio. Dopo cinquant’anni l’unico tracciato esistente resta quello di un gigantesco punto interrogativo.
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