Il Tirreno

Grosseto

Sos dal Circolo tennis «Così si deve chiudere»

di Ivana Agostini
Sos dal Circolo tennis «Così si deve chiudere»

La struttura sportiva di Albinia mostra ancora tutte le ferite dell’alluvione Il Coni avrebbe dichiarato i campi inagibili, il gestore lancia l’appello

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ALBINIA. «Così avanti non possiamo andare, rischiamo di chiudere». A dirlo, con scoramento, è Francesco, il gestore del Circolo tennis e calcetto di Albinia.

Una struttura con un bar, una sala per mangiare la pizza e vedere le partite di calcio, due campi da tennis, un tavolo da biliardo e molto altro. Un punto di aggregazione per la cittadina albiniese che però si trova a dover affrontare molti problemi, troppi. Tanto da pensare, con grande dispiacere, alla chiusura.

La struttura si trova all'inizio di Albinia per chi arriva lasciando l’Aurelia venendo da Grosseto. Un polo sportivo che prima dell’alluvione aveva anche un campo di calcetto, ora però, proprio a causa dell’alluvione, trasformato in campo da tennis.

I due campi, però, nonostante accolgano molti bambini nella scuola di tennis, a quanto dice Francesco sono stati dichiarati inagibili dal Coni e dunque a rischio chiusura.

«In inverno _ spiega poi il gestore _ non è possibile giocarci perché il terreno presenta delle buche che si riempiono di acqua impedendo l’attività sportiva».

Né stanno meglio gli spogliatoi. Impossibie fare una doccia. Alle pareti ancora i segni dell’alluvione: facile vedere a che altezza è arrivato il fango, ancora visibile sui muri. Un ambiente non certo ideale ad accogliere grandi e tantomeno i piccoli che dopo l’allenamento volessero fare una doccia.

Non c’è nemmeno un impianto elettrico degno di tale nome. Lampadine che penzolano senza un apposito porta lampade, portasalviette spaccati: tutto da rifare.

Un grido di allarme, quello di Francesco. Il quale chiede che qualcuno intervenga e dia una mano per cercare di far tornare quel circolo, importante per Albinia, agli antichi splendori.

Francesco lo ha preso in gestione ad aprile del 2013 e ha fatto molti acquisti per cercare di dare ai locali una certa dignità dopo l'alluvione. L’ambiente è di certo confortevole a una prima occhiata, uno spazio luminoso che però porta sulle pareti ancora i segni dell’alluvione, nonostante la nuova imbiancatura.

«Il televisore _ indica Francesco _ in genere non sta lì perché in quel punto, in inverno, quando piove, ci sono infiltrazioni». Ha investito quello che ha potuto Francesco, portando anche da casa i giochi per i bambini che sono nelll’angolo adibito ai più piccoli. Ma adesso, da solo, non riesce più a farcela.

Ci sarebbe poi anche un ramo di pino da tagliare: il vento lo ha piegato su se stesso e potrebbe, col tempo rompersi e quindi costituisce una fonte di pericolo.

Il problema però è quello di sempre: chi deve intervenire in quello spazio? Questo è un dilemma che parte da lontano essendo in piedi un contenzioso fra il vecchio proprietario del terreno e il Comune di Orbetello. Non entra nel merito della questione Francesco a cui interessa continuare la sua attività e permettere agli albiniesi di avere ancora un polo sportivo in cui potersi ritrovare la sera, in estate e in inverno, nel più assoluto comfort.

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