Gioco
Colonia felina sterminata da un’infezione rarissima
Sarebbe una forma particolare di polmonite il killer dei 13 gatti morti a Neghelli Appello di Amicimici: «Il virus uccide in modo rapido e violento: vigiliamo»
ORBETELLO. «Polmonite purulenta gravissima». Questo il responso degli esami sul gattino trovato senza vita nella colonia felina di Neghelli e portato all’istituto zooprofilattico di Grosseto.
Un risultato che se da un lato fa tirare un sospiro di sollievo per la causa naturale della morte dei 13 gatti facenti parte della colonia (l’ultima trovata in fin di vita è morta ieri) preoccupa per le caratteristiche non certo usuali del virus che ha portato alla morte il gatto e che, per la sua particolarità, aveva fatto ipotizzare un avvelenamento. Un fatto mai capitato nell’esperienza ventennale delle veterinarie che si sono trovate davanti il gatto. Un virus violentissimo e particolarmente aggressivo che si è diffuso con grande velocità fra gli esemplari e che non ha lasciato scampo a nessuno dei felini.
Una morte rapida, dalle 24 alle 48 ore e anche, in alcuni casi, senza particolari sintomi. Il virus che avrebbe portato alla morte il gatto, fra le altre cose, non è stato ancora tipizzato. Proprio per la particolarità della morte e per avere la certezza assoluta che si tratti, per tutti gli esemplari, di morte naturale, le veterinarie dell’ambulatorio Le Palme dov’era stata portata anche la gattina trovata in fin di vita giovedì hanno ritenuto opportuno far analizzare le cause anche di questo ultimo decesso, i cui risultati sono attesi per martedì. La gattina era stata trovata in un anfratto, col sangue al naso e le dottoresse avevano riscontrato ulcerazioni alla bocca e all’esofago che potevano essere compatibili con un avvelenamento da sostanze caustiche. Uno stato “mai visto prima” quello in cui versava l’animale proprio per la gravità delle lesioni riportate. Uno sterminio che, se verrà confermato anche dalle analisi sull’ultimo esemplare della colonia, c’è stato per cause del tutto naturali anche se insolite e, per proprio perché atipiche, molto preoccupanti. Sia le dottoresse dell’ambulatorio che Daniele Innocenti, presidente di Amicimici onlus, fanno un appello anche a chi gestisce le altre colonie. «Davanti a un virus tanto aggressivo – dice Innocenti - è importante vigilare sullo stato di salute dei nostri amici gatti e se si dovesse vedere qualche gatto non in perfetta forma, portarlo subito dal veterinario». Vista la rapidità e la violenza con cui il virus uccide forse non si potrà salvare l’esemplare colpito ma se ne potranno salvare altri isolando il caso contagiato evitando il propagarsi dell’epidemia cosa che non è stata possibile nella colonia di Neghelli. Lo spazio condominiale che era stato messo a disposizione per accogliere la colonia felina, che faceva stare i quattro zampe al sicuro, adesso, almeno per un mese, tempo utile per una bonifica naturale, non potrà accogliere nessun amico peloso che rischierebbe, altrimenti, il contagio. L’esito dell'esame ha riportato un po’ di speranza nel cuore di Daniele Innocenti che non riusciva a credere che qualcuno nella sua Orbetello fosse capace di una simile bassezza. Innocenti ringrazia comunque tutti coloro che si sono adoperati per aiutarlo e sostenerlo nel cercare di preservare una colonia che nonostante tutto non è riuscito a salvare. Adesso non rimane che sperare che anche l’ultimo esame sulla micina morta ieri dia esito negativo riguardo un possibile avvelenamento.
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