La manifestazione
Inquinamento choc ma il peggio è passato
Marina, l’emergenza sta rientrando: dimezzata la zona vietata ai bagni dopo i valori dei batteri fecali 8 volte oltre norma
MARINA DI GROSSETO. L’allarme sanitario, nelle acque di Marina di Grosseto, sta lentamente rientrando e, se già ieri lo specchio di mare inquinato e dunque vietato alla balneazione è stato ridotto, oggi tutto fa supporre che il Comune possa revocare del tutto l’ordinanza di divieto (in questo caso, occhio al sito del Tirreno, dove l’eventuale annuncio sarà subito pubblicato).
Eppure a guardare appena poco più indietro, a lunedì scorso, le condizioni dell’acqua di Marina fanno venire i brividi. Quel giorno, 48 ore dopo il nubifragio eccezionale che si è abbattuto sulla zona e ha provocato allagamenti e rigurgito delle fogne, l’Arpat di Grosseto ha effettuato dei prelievi a Marina per valutare le condizioni del mare. Dopo questi eventi, infatti, di solito l’acqua viene contaminata da sostante pericolose che “viaggiano” con la piena. E i sospetti erano fondati.
Nei due punti di prelievo più vicini al canale San Rocco, uno a nord e uno a sud della foce, il livello di escherichia coli, il batterio delle feci, ha raggiunto 3.873 Mpn/100 ml a sud della foce e 3.654 a nord (Mpn sta per most probable number, numero più probabile, unità di misura di questo batterio). Non vi dicono niente queste cifre? Sappiate allora che in mare il limite che non devono superare perché si possa fare il bagno è di 500 Mpn/100 ml. Da non sottovalutare nemmeno il valore degli enterococchi intestinali nel punto di prelievo a sud della foce: a fronte di un valore limite di 200 Ufc/100 ml (Ufc significa unità formanti colonia) il 25 agosto il livello era di 340.
Questi valori hanno spinto il sindaco ad emettere un’ordinanza di divieto di balneazione per una fascia di circa un chilometro a cavallo del San Rocco, comprendendo anche aree dove i valori erano invece nella norma (tabella in alto).
Il giorno successivo l’Arpat ha effettuato altri prelievi per avere un quadro più completo nella zona contaminata, e in particolare a 100 e 200 metri dal punto a sud del canale e a 100 e 200 metri dal punto a nord del canale. E come si vede nella tabella, i valori erano già tutti abbondantemente rientrati.
Per questo ieri il sindaco Bonifazi, con una nuova ordinanza, ha ristretto di circa 500 metri la zona dove non si può fare il bagno, che va dalla spiaggia libera tra i bagni Gabry e Raffaello al Club velico. Si può dunque fare il bagno dal Gabry in direzione Castiglione della Pescaia e da dopo il Club velico in direzione Principina a Mare. «L’Arpat ci ha detto che, con questi risultati, è possibile che già domani (oggi per chi legge, ndr) i valori tornino nella norma ovunque», spiegava ieri al Tirreno Bonifazi. «Mi preme dire che questo divieto è stato frutto di un evento eccezionale: in 8 anni è la seconda ordinanza di questo tipo che faccio».
Passata la turbolenza delle acque, non passano però le polemiche che in questi giorni sono state sollevate dai cittadini. Perché le analisi non sono state fatte subito in modo da evitare che la gente facesse il bagno nel mare inquinato subito dopo il nubifragio? E perché, come molti hanno sostenuto, c’è voluta la richiesta dei cittadini perché l’Arpat intervennisse? L’Agenzia smentisce questa circostanza: «Il nostro ufficio grossetano ha fatto i prelievi di sua iniziativa lunedì – spiegano dall’Arpat regionale – in questa fase non c’è stata alcuna sollecitazione dei cittadini. Sarebbero potuti intervenire anche il giorno festivo, se il Comune lo avesse richiesto». Perché non lo ha fatto? «Nel momento di massima turbolenza non si possono fare le analisi – spiega Arturo Bernardini, capo di gabinetto del sindaco – e comunque l’Arpat svolge le analisi in nome e per conto del Comune. Non ha bisogno della nostra sollecitazione: le ha fatte quando lo ha ritenuto opportuno».
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