Attenzione
Marina off limits, tanta rabbia e zero cartelli di divieto
La frazione balneare nel caos dopo l'ordinanza che vieta la balneazione. L'allarme si è diffuso sulle spiagge: turisti su tutte le furie, stabilimenti ko
Disorientati, amareggiati e allarmati, i turisti che affollavano la costa dichiarata “off limits” dall’ordinanza sindacale seguìta a controlli Arpat hanno preso d'assalto gli uffici degli stabilimenti balneari e i bagnini, a caccia di spiegazioni. «Ci hanno preso per un ufficio reclami», racconta uno di loro. La gente ha letto del divieto sul giornale e sulla “civetta” esposta a caratteri cubitali, ma in spiaggia nessun cartello affisso.
In spiaggia si è creato un certo fermento; i bagnini si sono messi a dare informazioni correndo qua e là per bloccare chi stava per tuffarsi in acqua (intanto in cielo si svolgeva un'esercitazione di salvataggio con elicottero). Col passaparola la notizia è circolata. Verso le 12 la situazione davanti al Nettuno e alla Vela era questa: il mare vuoto come non l'hai mai visto. E zero cartelli di divieto.
«Noi - dice Alessandro Beri, presidente dell'associazione balneari di Grosseto e titolare del Nettuno - il nostro l'abbiamo fatto: abbiamo fatto mettere le bandierine rosse alle torrette e affisso in bacheca l'ordinanza di divieto». Ciò non ha impedito che la situazione sfuggisse di mano: parecchi turisti e bagnanti in allarme si sono messi a scrivere cartelli di divieto, affiggendoli persino nei punti dove il bagno si può fare. In mattinata un uomo è entrato in mare: ha percorso una dozzina di metri e ha riempito una provetta di plastica. Evidentemente per analizzarsela da solo.
Il punto è questo. Perché mettere in allarme la popolazione dopo 3 giorni? Di certo c’è stato uno scompenso temporale derivante dalla procedura, dice. «Siamo di fronte - spiega Beri - all'ennesima mazzata che si va a sommare alle altre che si sono verificate quest'anno: dal fratino ai parcheggi e a tutto quello che è successo alla pineta».
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