Il lutto
Gli ambientalisti: la politica ha taciuto, si prenda la responsabilità
«E adesso il deputato Luca Sani, l’assessore regionale Annarita Bramerini e tutti coloro che governano gli enti locali devono essere richiamati alle loro responsabilità». Dopo aver ricostruito gli...
«E adesso il deputato Luca Sani, l’assessore regionale Annarita Bramerini e tutti coloro che governano gli enti locali devono essere richiamati alle loro responsabilità». Dopo aver ricostruito gli ultimi 7 anni di rinvii e proroghe culminati in Procura, Roberto Barocci del Forum Ambientalista punta il dito su coloro che sapevano e non hanno agito compromettendo l’ambiente e mettendo a rischio l’occupazione. Perché con Andrea Marciani del Comitato Beni comuni la sua preoccupazione va oltre la tutela dell’ambiente. «La prima ragione per cui ci troviamo qui – spiega Marciani – è che siamo preoccupati per il futuro dell’occupazione nell’industria chimica della piana di Scarlino. Industria chimica e dissesto ambientale non sono un binomio inscindibile: molte moderne industrie chimiche del nord Europa operano nell’ambiente senza portargli pregiudizio, ma investono continue risorse nell’innovazione tecnologica». «La commissione chiamata a controllare la Nuova Solmine – spiega Barocci – era formata anche da rappresentanti della Regione, della Provincia e del Comune di Scarlino. Quindi è dal 2007 che gli enti locali sono a conoscenza di questi fatti. Ci saremmo aspettati che la politica prendesse provvedimenti. Ma non è successo. Come per Taranto o per la Terra dei fuochi la strategia del silenzio non salvaguarda l’occupazione e l’ambiente consentendo alle rendite di non investire in innovazione tecnologica». È successo invece che proprio all’indomani della scadenza del suo mandato da sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri sia stato assunto dalla Nuova Solmine. Ma Barocci non si lascia trascinare in polemiche e resta sui documenti. «È stato accertato in sede istruttoria – spiega – che l’impianto della Nuova Solmine non era in regola per le emissioni in atmosfera, scarichi idrici nel canale Solmine e per lo smaltimento delle ceneri di pirite. Le condizioni non rispettate sono quelle che da anni chiediamo invano agli enti locali ed erano superabili adottando le migliori tecnologie disponibili e più adeguate alla pericolosità di rifiuti cancerogeni, quali sono le ceneri di pirite, contenenti arsenico. Anche alle acciaierie di Piombino non si è investito quando era il momento e il risultato è stato un disastro. Mi risulta che la Nuova Solmine abbia degli utili: perché non investe?». (f.f.)
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