Il Tirreno

Grosseto

Sette specialisti contro la geotermia

di Fiora Bonelli
Sette specialisti contro la geotermia

Il Comitato che si oppone all’impianto previsto a Montenero invia al ministero le osservazioni fatte da un pool di esperti

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CASTEL DEL PIANO. Montenero d’Orcia continua la sua battaglia contro l’ipotesi di una centrale geotermica nel suo territorio. Ed è una guerra che sta guadagnando alleanze continue, ultime quelle di Cia e Coldiretti a sostegno di un progetto giudicato impossibile e controproducente.

Il Comitato per la salvaguardia della Valle dell’Orcia inferiore e oltre 30 tra le più importanti aziende produttrici di olio e vino della zona (Montecucco e Brunello) rendono noto di aver depositato le osservazioni sull’impianto geotermico pilota Montenero, nell’ambito della Via (valutazione di impatto ambientale) al ministero dell’Ambiente.

«Si tratta di un lavoro straordinario, specifica il comitato, che ha visto impegnati per quasi due mesi autorevoli professionisti di varie discipline nella valutazione critica del discusso progetto pilota. La parte giuridica è stata curata dall’avvocato Michele Greco, che ha elaborato numerose ed articolate contestazioni di carattere strettamente ambientale, rilevando una impressionante serie di violazioni di legge, oltre ad errori di metodo e di merito, omissioni, anomalie, contraddizioni e profili di illogicità».

Greco ha inoltre coordinato il lavoro di un’équipe di periti composta da geologi, geofisici, agronomi, fitopatologi, ingegneri e architetti paesaggisti.

Per la prima volta nella storia della geotermia, nelle osservazioni predisposte dal Comitato sono state indagate infatti non solo le tipiche criticità ambientali connesse agli impianti geotermici (tra cui la sismicità indotta) ma anche e soprattutto i danni che le coltivazioni di vite e olivo potrebbero subire nel caso in cui si verificassero fenomeni di subsidenza (abbassamento del terreno).

In particolare, le questioni sismicità indotta e subsidenza sono state affrontate rispettivamente dal professor Marco Mucciarelli, direttore della sezione di ricerca Crs dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale e dal dottor Mauro Chessa, geologo, presidente della Fondazione geologi toscana. I rischi per le coltivazioni di vite e olivo sono invece stati approfonditi dal professor Giacomo Olivero, fitopatologo, e dal dottor Benvenuto Spargi, agronomo.

Il perito agrario Roberto Galloni, l’ingegner Andrea Brilli e l’architetto Alberto Lorenzini, hanno infine sottoposto a indagine i numerosi profili di criticità dell’impianto dal punto di vista urbanistico, acustico e paesaggistico. Per dimostrare al ministero dell’Ambiente le peculiarità del distretto rurale in cui si vuole realizzare l’impianto, sono state inoltre allegate alle osservazioni schede monografiche delle aziende, dalla lettura delle quali emerge una realtà unica al mondo.

Preso atto di tutte le criticità e peculiarità, Greco ha chiesto formalmente al ministero di rendere giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto pilota Montenero, riservando in caso contrario ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti. Le osservazioni saranno pubblicate nella pagina del ministero dell’Ambiente dedicata al progetto pilota Montenero.

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