Sicurezza
Sel aderisce alla sfida del Tirreno
«Il sindaco Borghi fu pioniere a Gavorrano e nessuno lo sostenne»
GROSSETO. Fioccano adesioni alla campagna del Tirreno #toscananoslot. Dopo l’annuncio dell’assessore Emanuel Cerciello, che ha sposato l’iniziativa e s’è fatto garante - primo tra i membri di giunta di un Comune capoluogo – di azioni mirate a disincentivare la presenza sul territorio di macchinette mangiasoldi, pure Marco Sabatini, coordinatore provinciale di Sel, entra a far parte della “squadra”. È di ieri, infatti, un nutrito comunicato stampa in cui l’uomo di Sinistra, ecologia e libertà rompe gli indugi e si schiera contro il proliferare di slot e videolottery.
«La federazione provinciale di Sel – scrive Sabatini – sostiene la campagna de Il Tirreno ed esprime soddisfazione per la presa di posizione dell’assessore al commercio del Comune di Grosseto, Emanuel Cerciello, che ha dichiarato l’intenzione di muoversi sull’argomento».
L’uscita di Sel non deve stupire. D’altra parte il movimento si muove da anni in questa direzione. A livello locale è stato proprio un uomo della sinistra come Massimo Borghi, due volte sindaco di Gavorrano, ad aver fatto della battaglia alle mangiasoldi una bandiera. Linea di condotta che gli ha garantito più di qualche grattacapo. Fu lui, nell’agosto di quattro anni fa, a emettere un’ordinanza (bocciata dal Tar) per fronteggiare la dipendenza dal gioco d’azzardo nel territorio comunale. «E alla fine l’ho pagata. Da lì sono nati molti problemi», ha spiegato ieri al Tirreno l’ex sindaco. Oggi Sel non perde occasione per tornare a farsi sentire sull’argomento. «Una piaga, quella della dipendenza delle macchinette, che in Italia colpisce 800mila persone». Il movimento di Vendola ricorda che da sempre ha cercato «d’informare e di porre un argine a quello che da un gioco si trasforma facilmente in un dramma personale, familiare e sociale» e torna sul caos di Gavorrano: «Purtroppo, quando da sindaco Massimo Borghi ha provato a porre qualche argine a questo fenomeno, nessuno l’ha aiutato. Anzi, proprio la sua ordinanza per limitare l'uso delle macchinette è diventata il motivo scatenante della crisi dell'amministrazione che portò poi alle dimissioni in blocco della maggior parte dei consiglieri di maggioranza (salvo Andrea Biondi e Daniele Tonini) per far cadere lo stesso Borghi dal ruolo di sindaco». Ora però l’aria pare essere cambiata. «Ci auguriamo ci sia più conoscenza e coscienza delle problematiche legate alle mangiasoldi. E questo grazie all’importante lavoro fatto da associazioni nazionali e locali, dall’Asl9 (tramite il Dipartimento di salute mentale e il Sert) e da organi d’informazione come Il Tirreno». La speranza è che oltre a Grosseto, «altri Comuni, magari proprio Gavorrano in primis, intendano muoversi contro questa piaga che silenziosa è entrata nella nostra società e nella vita di molte persone».
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