Sicurezza
Pesca a strascico, ecco la foto dello scempio
Il Wwf denuncia: i casi sono segnalati (e fotografati) a Bocca d’Ombrone, Talamone, Feniglia e Burano
GROSSETO. La foto scattata di notte (e pubblicata qui a fianco) parla chiaro. E documenta la pesca a strascico notturna davanti al parco regionale della Maremma.
La denuncia arriva dal Wwf di Grosseto a cui sono giunte segnalazioni corredate di foto da parte di pescatori sportivi, riguardanti la presenza di tre o quattro pescherecci a strascico nelle ore tra le 23 e le 4 del mattino di questo mese di agosto, all’interno delle tre miglia marine a bocca d’Ombrone nelle recenti notti d'agosto. Davanti a questa «ennesima aggressione al patrimonio ambientale comune - tuona il Wwf – l’associazione «invita le autorità a occuparsi seriamente della vicenda anche alla luce delle norme vigenti, tutte tese a praticare una pesca sostenibile nel rispetto delle risorse ittiche, norme - dicono - siglate e recepite dagli Stati membri della Comunità Europea». L’associazione fa riferimento al regolamento che impone il controllo satellitare dei pescherecci divenuto obbligatorio e operativo dal maggio 2014 per le unità superiori a 15 metri.
«Abbiamo verificato - continua il Wwf - attraverso il sito internet www.marinetraffic.com che i pescherecci delle marinerie locali viaggiano quasi sempre con il sistema spento o l’accensione, se avviene, avviene spesso nell’arco della giornata, “in mezzo al mare” mostrando solo una rotta di pesca “regolare”». Il Wwf spiega di «non aver mai registrato il sistema acceso durante le ore notturne impedendo così di verificare la eventuale posizione illegale». Da controllare secondo gli ambientalisti anche la qualità del pescato e i dati riportati sul “giornale di pesca”. Altra considerazione di cui le autorità - secondo il Wwf - dovrebbero tenere conto è il danno ambientale nella zona del Santuario dei cetacei. Un problema - quello della pesca a strascico che riguarda non solo la zona di Bocca d'Ombrone ma anche le coste più a sud, Talamone, Feniglia fino a Burano e che - sostengono «si ripropone sistematicamente da molti anni in virtù di interessi economici di pochi che danneggiano soprattutto i pescatori in regola». Alle autorità il Wwf chiede «azioni di prevenzione a salvaguardia degli impegni internazionali assunti, a sostegno di politiche lungimiranti già codificate sulla carta e a salvaguardia dell’interesse comune nel mantenere le risorse ambientali alle generazioni future». Il Wwf ricorda che anni fa fu installato, con contributi pubblici e privati, un sistema radar proprio sulla foce del fiume Ombrone.
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