Il Tirreno

Grosseto

No secco di Cia e Coldiretti alla centrale geotermica

No secco di Cia e Coldiretti alla centrale geotermica

Rabazzi: «È a rischio un territorio di eccellenza per l’olio e il vino Montecucco» Viaggi: «Non siamo contrari alle politiche di sostenibilità ma così l’impatto è alto»

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MONTENERO D’ORCIA. Doppio attacco delle associazioni degli agricoltori all’ipotesi di realizzazione di una centrale geotermica a Montenero d’Orcia.

La prima a tuonare è la Cia. «Ancora una volta la prassi di rincorrere una politica miope, priva di una visione complessiva e lungimirante, dettata dalla volontà di sottostare a logiche di potere ed economiche che mal si conciliano con gli interessi dei cittadini, rischia di riversarsi, con conseguenze tutt'altro che inimmaginabili sul nostro territorio», scrive il presidente Enrico Rabazzi, che invita «tutte le istituzioni a far un passo indietro e a considerare quali sarebbero le ripercussioni di ordine sociale, economico e ambientale di una tale decisione». Rabazzi, che è anche vice presidente regionale teme «un danno irrimediabile. Il sito interessato all'investimento si inserisce infatti in un contesto olivicolo e vitivinicolo (area della Docg Montecucco) di eccellenza. L'economia della zona inoltre, negli anni, ha saputo puntare, non senza sforzi,su un'agricoltura di qualità; i sacrifici hanno trasformato questa area in un area a vocazione turistica grazie al recupero e alla valorizzazione dei vecchi borghi e dei castelli e non ultimo alla cura del patrimonio naturalistico. Ora questo delicato equilibrio è minacciato dalla decisione di abdicare alla volontà di pochi potenti». Anche la bassa entalpia sarebbe incompatibile con la vocazione del territorio.

«Non lasceremo che gli interessi di un'unica azienda mettano a rischio il modello di sviluppo sostenibile della Maremma». dice in un separato comunicato Francesco Viaggi, presidente di Coldiretti Grosseto. «Su questo siamo pronti a dare battaglia».

Poiché nei progetti c’è anche la costruzione di un impianto nel territorio del Brunello di Montalcino e de Montecucco di Cinigiano, Viaggi chiede: «Che garanzie abbiamo sulla natura delle sostanze emesse da questo impianto e che poi ricadrebbero a pioggia su tutte le produzioni locali? Cosa sappiamo realmente del ciclo di svuotamento delle acque del sottosuolo e della susseguente stabilità del terreno in caso di eventi sismici?». A rischio anche le altre produzioni di pregio di questa parte della Maremma: «Stiamo parlando di un territorio che é rinomato anche per il suo olio, così unico e caratteristico. Per la sua Castagna Igp, senza tralasciare gli altri frutti dei suoi boschi come funghi e tartufi. Su questi e altri prodotti di pregio si é sviluppata, con fatica e tanti investimenti, un economia che negli anni ha prima fermato lo spopolamento e poi portato benessere per poi creare anche un indotto di tutto rispetto. Coldiretti non é contraria alle politiche di sostenibilità. Anzi, ne siamo noi i primi fautori e i primi sostenitori. Ma di fronte a progetti del genere, così impattanti per il territorio, ci troviamo a dover dire di no, con forza e determinazione».

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