Il Tirreno

Grosseto

Incentivi a chi toglie i giochi mangiasoldi

di Maurizio Bernardini
Incentivi a chi toglie i giochi mangiasoldi

Cerciello: «Le istituzioni hanno il dovere di muoversi, stiamo studiando come fare». Sono 158 i locali interessati

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GROSSETO. Togli la macchinetta mangiasoldi e ti abbasso le tasse: eccola l’idea dell’assessore al commercio, Emanuel Cerciello. «Sostengo la campagna de Il Tirreno. Le istituzioni hanno il dovere di muoversi». Così l’esponente di giunta rompe gli indugi sull’argomento e fa di Grosseto il primo capoluogo della Toscana ad aderire all’iniziativa #toscananoslot.

«In tutto il territorio comunale – spiega – sono 158 le attività che hanno slot machine o videolottery. Tra queste molti esercizi che vendono cibi e bevande e diversi tabaccherie. Tolte le imprese che hanno investito esclusivamente sulle macchinette – e che dunque difficilmente sceglieranno di tornare indietro – rimangono circa 140 attività. Ed è su queste che possiamo muoverci».

L’idea è semplice: 140 locali non sono tantissimi. Dunque seminare incentivi agli imprenditori che decidono di sbarazzarsi delle mangiasoldi è un’operazione possibile. «Tanto che ho già parlato con il collega Paolo Borghi che ha la delega al bilancio, e presto mi vedrò con Antonella Goretti che si occupa del sociale. Ho letto le storie dei commercianti che in diverse zone della Toscana si sono liberati di queste macchinette. A loro va il mio plauso e credo che le istituzioni possano affiancarsi».

Sì, ma che sembianze potrebbe avere l’eventuale sostegno? Qui s’aprono ampi scenari: c’è chi dà come più che plausibile l’introduzione di sconti sui tributi locali (da quello sui rifiuti alla tassa sul suolo pubblico) e chi punta su di un contributo da parte dell’Asl grazie alla nascita di un fondo ad hoc.

Per il momento l’assessore non si sbilancia, né per quel che riguarda le mosse della giunta - deve ancora trovare l’intesa con il resto della squadra di governo - né per quanto spetterebbe all’Asl. Ma sull’azienda sanitaria spalanca le porte: «Sarebbe bello coinvolgerla nel progetto».

Insomma, la linea, almeno per quel che riguarda l’assessorato al commercio, è segnata. Ma attenzione, Cerciello sa d’essere il referente politico di un’intera categoria. Un’insieme di esercenti che lui deve rappresentare a tutto tondo in Comune. Ecco perché tiene molto a non mettere all’indice chi ha deciso d’investire quattrini in attività che prevedono slot e videolottery. «Il commerciante che fa questo lo fa nel pieno rispetto delle normative – dice l’assessore – Ma il mio è un ragionamento più profondo, guarda al disagio sociale in cui sprofonda chi passa intere giornate davanti alle macchinette. Ci sono persone che perdono la dignità. E chi amministra ha il dovere di tenerne conto». L’assessore si rivolge pure a chi fa uso spropositato delle mangiasoldi. «Immagino che chi legge possa dire: ma l’assessore cosa vuole da me? Non rubo, vado al lavoro, i soldi me li guadagno e davanti a questa macchinetta non molesto nessuno e non mi macchio d’alcun reato. Ecco, a lui dico che ha ragione, ma deve sapere che mette a repentaglio non solo i risparmi di una vita e la sua salute, ma pure la serenità della sua famiglia».

Infine un accenno anche a chi queste macchinette le fornisce ai locali: «Voglio fare anche i loro interessi – conclude l’assessore Cerciello – Non credo vogliano rovinare le persone, né guadagnare a tutti i costi sulla pelle delle famiglie. Penso che questo ragionamento possano farlo anche loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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