La manifestazione
Eurojam, marmellata di esploratori
Trentacinque Scout d’Europa grossetani co-protagonisti di un appuntamento internazionale
GROSSETO. Trentacinque ragazzi grossetani del gruppo Scout d'Europa Grosseto 1 hanno partecipato al decennale raduno Eurojam, tenutosi a Saint-Evroult-Nôtre-Dame-du-Bois, in Normandia (Francia).
Un'occasione per gli scout di tutto il continente di conoscersi e fare amicizia nel segno della pace tra i popoli. Fu proprio il desiderio di pace che portò alla nascita dell'Unione Internazionale Guide e Scout d'Europa, nell'ormai lontano 1956, quando dei giovani francesi, austriaci e tedeschi si incontrarono per suggellare una nuova fratellanza a Colonia. L'edizione 2014 si è tenuta sotto il patronato di Robert Schumann, uno dei padri fondatori del Vecchio Continente, e si è svolta durante il centenario della Grande Guerra. «La cerimonia d'apertura - racconta Giacomo Baccetti, capo degli Esploratori grossetani - ha voluto ricordare il primo conflitto mondiale proiettando immagini fatte dai ragazzi. E' un messaggio forte perché ora persone di nazionalità diversa che prima si combattevano, si ritrovano per stare insieme».
L'evento era rivolto ai reparti di esploratori e guide, ovvero ai ragazzi e ragazze dagli 11 ai 17 anni, ma ha visto anche la partecipazione degli scout più grandi in qualità di manovalanza, sorveglianza e organizzazione. Eurojam è stato sicuramente un successo: 12.000 partecipanti, 18 paesi coinvolti, 1500 “squadriglie”. «E' un momento magico,- dice Silvia Baiano, capo delle guide- che ogni scout o guida desidera. Abbiamo iniziato a prepararci due anni fa, perché è un evento complesso da organizzare. Tenevamo i contatti con le guide delle altre nazioni per email. Così abbiamo preparato l'attività Venite et Laburate, per esempio. Le ragazze sono cresciute giocando, rendendosi conto dei propri limiti e delle proprie capacità. Abbiamo trascorso giornate indimenticabili».
Il programma prevedeva una serie di attività i cui nomi erano ispirati dal motto scelto per quest'edizione: “Venite et Videte” (venite e vedete), frase pronunciata da Gesù in risposta ai discepoli di Giovanni Battista che gli chiesero dove abitasse. Ogni attività ha cercato di cogliere quest'invito alla scoperta e all'incontro, attraverso cene, giochi, pellegrinaggi e scambi di tecniche da scout. Anche papa Francesco ha voluto far sentire la sua vicinanza, inviando un messaggio ai ragazzi: «Vi invito a pregare perché si realizzi l'unità e la pace in Europa e nel mondo. Voi siete i veri protagonisti di questo mondo, non siate solo spettatori! Vi incoraggio a non aver paura di affrontare le sfide della vita (...)». «Spero - dice Giacomo - che la gente si chieda: perché dei ragazzi rinunciano alla settimana al mare per far e un servizio ai più piccoli? La risposta è che il compito di ogni scout è lasciare il mondo un po' meglio di come l'ha trovato. Siamo un movimento che punta alla comunione e non all'egoismo».
Una piccola nota dolente: sia all'andata che al ritorno si è rotto il loro bus. «E' stata un'avventura nell'avventura- dice Matteo Di Biase, padre di una delle guide e fotografo per l'occasione- che ha messo alla prova lo spirito di adattamento degli scout. Hanno dovuto passare una notte in Autogrill in attesa di un altro bus!».
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