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Allarme vandali, tre fari presi di mira
Le “sentinelle” dell’Argentario, Giannutri e Formiche danneggiate da ignoti: è scattata la denuncia ai carabinieri
PORTO SANTO STEFANO. Prendersela con i fari è pericoloso. È pericoloso per i naviganti che non hanno più il riferimento per localizzare i punti salienti della costa e delle isole, ma è anche pericoloso per i vandali che danneggiano i fari perché rischiano la galera in quanto queste segnalazioni luminose dipendono dalla Marina Militare e sorgono su territorio militare.
Com’è noto i fari - di largo uso nel passato - hanno visto nel tempo una graduale trasformazione. Oggi il numero di nuovi fari costruiti è quasi fermo, sostituiti da sistemi digitali (Loran, Gps) di aiuto alla navigazione. I fari ancora operativi stanno subendo un processo di automazione totale per ridurne i costi di gestione e manutenzione. Su alcuni di questi - in territorio maremmano - si sono accaniti i vandali.
Piero Buselli, reggente dei segnalamenti marittimi dell’Argentario, Giglio, Giannutri e Formiche di Grosseto, ha già presentato ai carabinieri alcune denunce contro ignoti per danneggiamenti ai fari di cui è il responsabile.
Buselli ha abitato per 27 anni dentro il Faro di Punta Lividonia e, finché c’è stato lui, i vandali si sono tenuti ben lontano dalla struttura della Marina Militare, ma da quando il cavalier ufficiale Piero Buselli da 7 anni non abita più a Lividonia perché il “fanalista” è stato sostituito da sofisticate apparecchiature elettroniche, le violazioni degli spazi e i danneggiamenti delle attrezzature dei fari sono sempre più frequenti.
Oggi il responsabile tecnico dei fari della zona Argentario e isole circonvicine, vuole lanciare un appello e un avvertimento, particolarmente diretto ai genitori di ragazzi scapestrati e ad adulti irresponsabili che si dedicano a simili imprese.
Danneggiare e spegnere un faro, non è come scrivere “W la nazionale di Calcio” sulla facciata di un palazzo, ma si entra nel “penale”.
Entrando nel particolare, Buselli racconta che, per quanto riguarda il faro di Punta Lividonia, gli scatenati nuovi barbari sono penetrati, nonostante recinzioni e cartelli di avvertimento, in terreno militare, hanno sfondato la porta d’ingresso dell’edificio che sostiene la lanterna, hanno spento il faro – ed è interruzione di pubblico servizio – hanno danneggiato gli infissi, hanno distrutto strumentazioni varie.
Danneggiamenti più lievi, sono stati riscontrati anche ai fari di Giannutri e delle isole Formiche di Grosseto e qui entrano in gioco certamente persone adulte.
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