Il dolore
Rifiuti, le imprese bocciano il Sistri
Il sondaggio condotto dalla Cna non lascia dubbi il nuovo sistema di tracciabilità è costoso e funziona male
GROSSETO. Continua a far discutere il Sistri. Un sondaggio condotto dalla Confederazione nazionale artigiani dà al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti un poco lusinghiero 2 in pagella. «Una bocciatura senza riserve – tuona il direttore della Cna grossetana, Renzo Alessandri – e senza neppure l’appello a settembre».
Il risultato non deve stupire, perché come ricordano dall’associazione «per venire accettata, una norma dev’essere considerata utile. Quando non è così, il fallimento è annunciato». Mille e 700 i titolari d’imprese artigiane associate alla Cna che hanno giudicato il Sistri. Molti quelli con aziende nel Grossetano. Per l’82% degli intervistati la tracciabilità dei rifiuti è un obiettivo irrinunciabile. Ma la procedura del Sistri è ritenuta inadeguata da 9 imprenditori su 10. Il Sistri, ricordano da Cna, aveva l’obiettivo di «sostituire il precedente sistema, quello cartaceo, con uno strumento più avanzato tecnologicamente». Ma alla funzionalità dei dispositivi e della piattaforma software ben il 60% degli interpellati assegna (in una scala da 1 a 10) addirittura 1, il punteggio più basso. Pessima anche la gestione delle procedure: qui la media dei voti è 2 o poco più. Simile il giudizio su chiarezza e applicabilità della normativa.
Ma c’è qualcuno che è soddisfatto del Sistri? Sì, tra i titolari d’imprese artigiane che hanno avuto (o hanno ancora) a che fare con il sistema, 64 imprenditori artigiani su mille sono appagati dal sostegno offerto dal customer care. «Un giudizio – ricordano dalla Cna – in netto contrasto con la valutazione, tutta positiva, espressa dalla commissione collaudo del Sistri istituita dal ministero dell’Ambiente. Ulteriore dimostrazione della distanza che separa il “palazzo” dalla gente».
Ma c’è dell’altro. Il Sistri, oltre a non aver portato, almeno sino a ora, alcun vantaggio agli artigiani, «è risultato estremamente costoso»: il 45% delle imprese che si occupano di trasporti e recupero o smaltimento – evidenziano dalla Cna – «ha sostenuto nuovi costi superiori ai 10mila euro, con punte di 50mila».
Pure le aziende che non sono obbligate all’uso del Sistri soffrono «l’onerosità che questo scarica su tutto il sistema: quasi la metà di queste imprese, infatti – dice Alessandri – segnala aumenti dei prezzi applicati nel trasporto o nella gestione dei rifiuti e difficoltà procedurali nel conferimento ai trasportatori». Tanto che oltre 4 titolari d'azienda su 10 sono convinti che escludere dall’utilizzo del nuovo sistema alcune imprese non basterà a risolvere i problemi che il Sistri continua a creare.
Tantissime, infine, le difficoltà legate all’assetto organico. «Non bastassero i costi economici, il Sistri alle imprese ha complicato soprattutto la vita: il 18% dei titolari d’azienda segnala un rallentamento dell’attività ordinaria; il 14,6% è dovuto ricorrere a personale aggiuntivo e il 12,6% si dice addirittura impossibilitato a completare, in barba alla tutela dell’ambiente, la stessa presa in carico dei rifiuti».
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