Il dolore
Si abbassa i pantaloni davanti a un bimbo
Masturbazione e carezze proibite nel bagno di un ristorante: in carcere un ex muratore di 64 anni, il piccolo ne ha 4
GROSSETO. Le accuse sono due: essersi abbassato i pantaloni per masturbarsi di fronte a un bambino di quattro anni e avergli toccato gli organi genitali.
Accuse infamanti di abusi sessuali e corruzione di minorenne per un ex muratore di 64 anni, grossetano, da tempo sofferente di problemi di salute, invalido al cento per cento, arrestato martedì pomeriggio dalla polizia di stato che ha ricevuto la denuncia della madre: la donna ha raccontato di aver aperto la porta del bagno del locale pubblico dove il bambino era andato da solo (e dal quale aveva urlato poco prima) e di aver visto il piccolo in lacrime e l’uomo che si masturbava con i pantaloni abbassati.
Dinamica più che chiara per il gip Montesarchio, che ha convalidato l’arresto disponendo la custodia in carcere (il pm Coniglio si era dichiarato favorevole anche ai domiciliari), sottolineando il pericolo che l’uomo possa compiere di nuovo atti simili, di estrema gravità. Secondo il giudice, l’indagato non ha oltretutto capito ciò che gli è stato contestato, dal momento che si è difeso soltanto lamentando che la madre del piccolo lo aveva aggredito.
L’episodio è delle 15 circa. La famiglia del piccolo, che è toscano, era a pranzo in uno stabilimento balneare di Principina Mare. Dopo aver mangiato, il piccolo ha chiesto di poter andare al bagno e si è avviato da solo. Poco dopo, alzatisi da tavola, i genitori passando davanti ai servizi igienici avevano sentito le urla del piccolo: «Mamma! Mamma!». Secondo la ricostruzione fatta nella denuncia, la donna era entrata (la porta era socchiusa) e avrebbe visto il figlio in lacrime e l’uomo che si stava masturbando con i pantaloni abbassati. Il piccolo avrebbe anche raccontato che quell’uomo gli aveva toccato gli organi genitali.
A quel punto la mamma aveva fatto uscire il bambino dal bagno, aggredendo contestualmente l’uomo. Il trambusto ha richiamato due addetti del ristorante-stabilimento balneare, che avevano tenuto con sé il pensionato fino all’arrivo della pattuglia: tra l’altro gli agenti erano in zona per i servizi di prevenzione sul litorale.
Sentita dalla polizia (che ha tenuto a limitare al massimo le dichiarazioni sull’episodio, vista la delicatezza del caso), la donna ha raccontato di aver assistito direttamente ai gesti di autoerotismo compiuti dall’uomo nel bagno. Il personale subito accorso, un cameriere e un barista, aveva effettivamente visto che il pensionato aveva i pantaloni abbassati. Il giudice ritiene poi importante che il bambino abbia dichiarato subito alla madre di essere stato toccato e che tale comunicazione sia stata trasmessa subito al personale intervenuto. Anche il padre ha reso una testimonianza lineare con le parole della moglie, aggiungendo di aver visto il figlio in lacrime con il costume abbassato.
Il giudice ritiene invece confuse le dichiarazioni rese dall’uomo nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri mattina in carcere, per un’ora circa: perché prima l’indagato aveva detto di aver visto il bambino solo fuori dai locali del bagno e poi invece che questi era entrato - con lui già dentro - per fare pipì, abbassandosi il costumino da bagno. L’indagato ha più volte detto, nel corso dell’interrogatorio, di essere stato picchiato dalla donna, senza motivo. Ma la dottoressa Montesarchio ritiene il comportamento della donna strettamente legato alla situazione in cui la mamma si è trovata aperta la porta del bagno.
Il pensionato resta così in carcere. Nel casellario ha un precedente, ma non specifico: la ricettazione di una bicicletta. Verosimile che sia necessario un incidente probatorio per verificare l’attendibilità e la capacità del bambino.
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