Il dolore
«C’è poco pesce, il mare muore»
L’allarme lanciato da un pescatore che chiede controlli più severi
SCARLINO. Il Golfo di Follonica è in agonia: l'allarme arriva da chi il mare maremmano lo conosce bene, perché da anni esce con la sua barca per pescare. «Le specie ittiche stanno scomparendo», Vittore Villani vive al Puntone e con gli amici passa ore alla banchina del molo della Fiumara a parlare di pesca e non solo.
«Dieci anni fa girarono qui da noi una trasmissione televisiva e ad una domanda risposi già allora che questo non si chiamava più Golfo di Follonica ma Mar Morto – spiega il pescatore – Le specie ittiche stavano già scomparendo. A distanza di tempo le mie analisi con dispiacere si sono avverate, il 95-98% delle specie è già estinto». Le cause secondo Villani sono molteplici: in primis l'eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche, che aggravano la situazione di uno specchio di mare chiuso dove i ricambi sono lenti e di conseguenza il prelievo non va di pari passo con lo spopolamento. «I risultati si vedono, i pescatori professionisti così come i dilettanti si lamentano», sostiene.
Che cosa fare? «Ogni pescatore deve rispettare e prendere coscienza delle leggi che già esistono; le autorità preposte (in senso benevolo, la mia non vuole essere una critica anzi) non devono avere pietà per chi trasgredisce le regole, anzi inasprire di più le sanzioni che già esistono esercitandole al massimo. Ciò che sta accadendo è veramente preoccupante – dice Villani – non per quelli che oramai hanno una certa età, ma per i giovani che hanno scelto di dedicarsi a questa attività, non più rosea. Sono loro che dovrebbero battere i pugni sul tavolo per far sì che l'eccessivo sfruttamento delle risorse e la cattura di piccoli esemplari vengano abolite definitivamente. I pescatori tutti sono coloro che sanno amministrare il loro patrimonio, gli altri che agiscono egoisticamente, no». (p.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google