Il Tirreno

Grosseto

Violenza e rapina alla prostituta

di Pierluigi Sposato
Violenza e rapina alla prostituta

Falegname condannato a tre anni e tre mesi, dovrà anche risarcire i danni alla ragazza

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GROSSETO. Tre anni e tre mesi la condanna (con lo sconto del rito abbreviato) per il rapinatore della prostituta dominicana che esercitava in un camper sull'Aurelia, a Rispescia: non solo rapina (50 euro strappati alla donna che li aveva ricevuti da un precedente cliente e cellulare) ma anche e soprattutto violenza sessuale per il rapporto sessuale cui la donna era stata costretta sotto la minaccia di una pistola (a salve) dopo aver dichiarato falsamente di essere un poliziotto. L'uomo è stato anche condannato a 900 euro di multa ma anche a risarcire la donna in separata sede (e intanto per 1.600 euro di spese di costituzione di parte civile).

Antonino Messana, palermitano di 47 anni, abitante a Calcinaia, falegname navale, era finito nei guai nel dicembre 2012 ma i fatti contestati risalgono al 23 maggio precedente: quel periodo era stato necessario alla polizia di stato per arrivare all'identificazione dell'uomo. Questi era stato descritto dalla donna violentata e rapinata come un uomo tra i 40 e 45 anni, capelli corti brizzolati, accendo meridionale, alla guida di una Golf grigio chiara di cui la donna aveva preso la parte finale della targa. Dall'esame dei tabulati telefonici, la stessa mattina della rapina-violenza erano poi emersi cinque contatti telefonici per celle agganciate tra Livorno, Calcinaia, Cascina e Pisa. Una delle donne contattate in quella mattina era stata rintracciata: prostituta anch’essa, esercitante a Pisa, aveva individuato in Messana la persona che l'aveva chiamata il 23 maggio perché questi era l'unico che possedeva anche il cellulare privato e non solo quello di "lavoro". E attraverso quello stesso numero di cellulare le aveva indirizzato anche messaggi minacciosi.

Alla polizia è bastato anche verificare che il padre di Messana era intestatario di una Golf con la stessa parte finale della targa; il riconoscimento fotografico delle due prostitute e il ritrovamento di una scacciacani a Messana avevano poi fatto il resto. Al fascicolo si sono poi aggiunti episodi similari avvenuti nel 2012 di cui Messana era stato ritenuto responsabili: tutti a danni di prostitute nel territorio pisano, le quali avevano portato a stringere ulteriormente il cerchio intorno al falegname siciliano.

Una volta portato in carcere a Trapani perché rintracciato dai carabinieri ad Alcamo (era poi stato messo ai domiciliari), in forza della misura di custodia cautelare per pericolo di reiterazione del reato, Messana aveva confermato la rapina e la violenza avvenuti a Grosseto. Il giudice dell'udienza preliminare Montesarchio non ha avuto dubbi nel riconoscere le sue responsabilità anche in materia di violenza sessuale, anche per quanto riguarda l’uso della scacciacani-pistola, individuando in 5 anni e 3 mesi il complesso della pena, poi ridotto per la scelta del rito alternativo. Il pm Navarro aveva chiesto 4 anni. Difesa De Gaetano, per la parte civile avvocato Arcioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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