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IL PROBLEMA

Un angolo di paradiso minacciato dalle moto

Un angolo di paradiso minacciato dalle moto

SCARLINO. Diecimila ettari, 180 km di strade e stradelli. Torre Civette è l'appendice meridionale di una zona stupenda e ancora poco conosciuta. La spiaggia - di sabbia chiara e fine - è protetta...

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SCARLINO. Diecimila ettari, 180 km di strade e stradelli. Torre Civette è l'appendice meridionale di una zona stupenda e ancora poco conosciuta. La spiaggia - di sabbia chiara e fine - è protetta dal vento perché a nord c'è una collina ricoperta da macchia mediterranea e sovrastata appunto dalla Torre Civette, a cui si deve il nome della baia. Il mare è limpido. La posizione nascosta e selvaggia. E' il motivo per cui la zona risulta molto esclusiva e apprezzata. Non ci sono punti di ristoro, nè servizi. Da sud Cala Civette è accessibile dalla spiaggia di Punta Ala guadando la foce dell'Alma, mentre dalla Strada delle Collacchie, dopo aver svoltato in direzione Punta Ala e poi a destra verso i campeggi, si arriva quasi sull'argine dell'Alma. Trecento metri di scogliera e ci siamo.

Ma a Cala Civetta si può arrivare anche dal bosco. Una parte del lavoro di ripulitura dei sentieri che attraversano le Bandite lo svolgono i cacciatori, ma anche la la famiglia Daddi (che ha ancora la proprietà del vicino camping-resort Punta Ala) non si è mai tirata indietro. Qui è meraviglioso fare lunghe passeggiate, andare a cavallo o in mountain-bike.

Purtroppo c'è un problema: i motociclisti, enduristi e crossisti. Le autorità competenti a pattugliare possono fare poco. I motociclisti coprono le targhe, hanno tute e caschi; percorrono queste strade a velocità sostenuta, sgommando e creando solchi che poi rendono i sentieri inagibili. Vengono addirittura dalla Germania e dall'Austria, perché li hanno cacciati dalle Alpi. «Abbiamo aumentato i controlli e ci stiamo attrezzando in ogni modo per scoraggiare questa pratica – confermano dall'Ufficio Demanio del Comune di Scarlino – ogni tanto prendiamo qualcuno e gli facciamo una contravvenzione importante ma non basta. Siamo i primi a esserne consapevoli». (g.b.)

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