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Grosseto

Le torrette di avvistamento ora sono palafitte: sos dai bagnini

Le torrette di avvistamento ora sono palafitte: sos dai bagnini

Per colpa delle mareggiate le strutture sulla spiaggia di Marina sono finite in acqua

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MARINA DI GROSSETO. Quelle che fino a poco tempo fa erano torrette di avvistamento ad hoc - punti di visione eccellenti sulla spiaggia, che assicuravano un pronto servizio di salvataggio ai bagnanti - sono oggi ridotte a palafitte. Colpa delle mareggiate, che da circa una settimana si sono divorate una ventina di metri di spiaggia, a Marina di Grosseto, “spostando” praticamente in acqua le strutture.

Così le strutture che dovrebbero “aiutare” gli altri lanciano loro stesse un sos.

Dario Romboli, 20 anni, bagnino, lamenta enormi difficoltà. E non ha torto: le foto parlano chiaro. Diverse torrette lungo la costa (non solo quella dove lavora lui ma anche in altri tratti di spiaggia libera) sono diventate pericoli pubblici per i bagnanti e i bagnini. Salire lassù, in certi casi, è impossibile: controllare il mare dall’alto non si può più fare se si vuole evitare di precipitare. Le “gambe” delle torrette, che affondano nel mare, rischiano di marcire in tempi rapidi, e camminare lì sotto è un problema. Molti bagnanti girano alla larga temendo di essere travolti.

Dario lavora alla torretta numero 15, entro un tratto di spiaggia libera tra le più estese di Marina di Grosseto, tra il bagno Stella e il bagno Capri. La richiesta, non solo sua, è che il Comune di Grosseto intervenga presto. «Spero che qualcuno possa vedere e capire il mio disagio - spiega Dario - Faccio il bagnino e ogni mattina alle 9 dobbiamo armare il pattino con remi, salvagente ecc... Dopo di che dobbiamo recarci sulla nostra torretta, che però è praticamente in mare da circa 5/6 giorni abbondanti. È pericolosa per i bagnanti perché potrebbe cadere da un momento all’altro. E crea problemi a me e ai miei colleghi perché dobbiamo passarci più di 6 ore. Siamo costretti a lavorare in condizioni non proprio favorevoli e nemmeno comode perché non abbiamo un posto su cui sederci all’infuori del pattino o di una sedia messa lì come viene». Soprattutto non vi sono più le condizioni per controllare il mare. Grazie alla torretta, quest’estate, «ho fatto 8 salvataggi», dice Dario.

La sua (la numero 15) non è l’unica in questo stato. Facendo un rapido giro a Marina se ne scoprono altre. Per esempio la numero la 12 o la 20. Anche in questi casi il mare si è mangiato la costa e le postazioni salva-vita, abbandonate al destino dell’acqua, sono state lasciate a loro stesse.

Tra pericoli e disagi, il bagnino sollecita attenzione e un intervento efficace, con cui il Comune possa riposizionare al meglio le strutture.

Ieri, in serata, pare che la richiesta fosse arrivata a destinazione e alcuni operatori comunali hanno fatto un sopralluogo sull’arenile per valutare un intervento. (el. gi.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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