Il Tirreno

Grosseto

Festa Pd e un’università, stesse foto e stessi slogan

di Maurizio Bernardini
Festa Pd e un’università, stesse foto e stessi slogan

Scoppia il caso dei manifesti che pubblicizzano la manifestazione grossetana Buzzetti, l’autore, si difende: «Tante compagnie comprano immagini a stock»

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GROSSETO. Partiamo da un presupposto: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ecco, forse basta prendere per buona questa vecchia frase per far tornare ogni cosa al suo posto. O quasi. Festa dell’Unità, campagna pubblicitaria grossetana: le immagini diffuse nei manifesti di 6 metri per 3 che hanno ricoperto il capoluogo non sono uniche, bensì acquistate da appositi stock e già utilizzate per altre campagne. E pure lo slogan pare avere qualche problemino di originalità.

Alcune "copie" degli scatti utilizzati da Davide Buzzetti, il consigliere Pd che ha curato (gratis) la campagna, sono comparse su Facebook. A renderle pubbliche prima di tutti ci ha pensato un altro esponente democratico, Christian Sensi, che già nei giorni scorsi, sempre sul web, aveva criticato la pubblicità, ritenuta «brutta, piuttosto volgarotta e caricaturale». Ed è proprio grazie a un post pubblicato da Sensi che tutti sono venuti a sapere che l’immagine raffigurante le dita di una persona era già stata utilizzata per la pubblicità di una compagnia d’assicurazioni attiva in Romania. Così come – e questo è il caso più sorprendente – un’altra foto campeggiava, tempo fa, in uno spot dell’Università politecnica delle Marche. E in questo caso pure lo slogan è molto simile: si passa da quello dell’ateneo (“Tutta un’altra musica”) al “Si respira un’altra musica” firmato Buzzetti.

Ma l’autore della campagna del Pd grossetano si difende: «Tantissime agenzie utilizzano fotografie acquistandole da appositi stock. È normale che da qualche altra parte del mondo qualcuno le abbia usate». Poi rassicura sui costi: «Abbiamo speso 30 euro a foto. Dunque 120 totali. Farle “in casa” sarebbe stata una spesa inutile». Infine lo slogan: «Quello dell’università non l’avevo visto. E comunque non sarebbe cambiato nulla. Non l’ho copiato. E poi, il nostro, è diverso».

Buzzetti non risparmia bordate al vetriolo pure a chi l’ha riempito di sfottò sul web: «Se chi critica avesse messo la stessa energia per aggiustare i debiti della Festa 2012 sarebbe stato meglio per tutti».

La polemica sui cartelli “fotocopia” arriva a ridosso di quella nata a causa di un’altra immagine, pure questa pescata in archivi ad hoc. Ricordate la signora di una certa età che fa il gesto delle corna? Una trovata da molti ritenuta di cattivo gusto. «Ma – ribatte Buzzetti – non ha nulla di osceno. È un segno di trasgressione. Non volevamo il solito cliché dell’anziano, ma una persona con tanta voglia di vivere, divertirsi e non prendersi troppo sul serio. La campagna? Nonostante tutte le critiche, potessi tornare indietro la rifarei. E poi, se una pubblicità non la vede nessuno vuol dire che hai fallito».

E questo, visti i tanti commenti, non è proprio il caso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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