Sicurezza
Sub morti alle Formiche avvelenati dal monossido di carbonio nelle bombole
Prime anticipazioni sui risultati delle indagini sulle bombole: la sostanza è stata trovata anche nel sangue delle vittime
Le anticipazioni dei risultati degli esami sulle bombole dei sub morti al largo delle isole Formiche (Enrico Cioli, 37 anni, Gianluca Trevani, 35 e Fabio Giaimo, 57 anni) annunciano la presenza di monossido di carbonio.
Gli esami sono stati effettuati questa mattina (giovedì 21 agosto) nel laboratorio della ditta Siad (Società Italiana Acetilene e derivati) di Osio, provincia di Bergamo, e sono stati condotti dal consulente nominato dalla Procura di Grosseto ingegner Giorgio Chimenti, alla presenza degli specialisti nominati dall’indagato, Andrea Montrone, titolare del Diving Abc diTalamone e dai legali delle famiglie delle tre vittime. Anche le anticipazioni dell'autopsia - in particolare gli esami tossicologici - confermano la presenza della stessa sostanza nel sangue delle vittime.
I dati ufficiali saranno resi noti nella giornata di venerdì 22 agosto: in questa stessa data sarà resa nota anche la concentrazione. L’avvocato Riccardo Lottini, difensore di Montrone, attende di poter vedere i dati ufficiali ma anticipa che chiederà l'estensione degli esami anche alle attrezzature in possesso degli altri sub partecipanti alle immersioni effettuate quel giorno e che non hanno accusato malori. Anche queste bombole sono state sequestrate. La Procura ha comunque disposto l'esame su tutte le trenta bombole utilizzate dai sub quel giorno.
Sulla presenza del monossido di carbonio nelle bombole, le ipotesi della Procura sono due: la prima è che il gas sia stato aspirato dall'esterno in fase di carica (magari da un motore); la seconda è che il monossido si sia creato a causa di un malfunzionamento. I successivi accertamenti potranno indirizzare le indagini.
Il difensore di Montrone è poi intervenuto definendo "prematuro e frettoloso" affermare che il titolare del diving di Talamone "sia sicuramente responsabile" della morte dei tre sub. "Effettivamente, dagli esami - spiega - è emerso "che la causa più probabile della morte sia da rinvenirsi nell'intossicazione da monossido di carbonio". Se il risultato fosse stato diverso, "sicuramente il procedimento per il mio assistito si sarebbe già concluso e nel migliore dei modi". Ma comunque l'accertamento della presenza di monossido "costituisce solo il primo passo per una corretta ricostruzione dei fatti. Molti aspetti della vicenda devono ancora essere approfonditi, primo fra tutti come il monossido sia potuto entrare nelle bombole. Montrone, che ha fornito le bombole al gruppo di Perugia, ma anche agli altri sub che domenica erano sulla barca del centro di diving, ha infatti tenuto un comportamento identico a quello da lui seguito in altre centinaia di casi in cui non si è mai verificato nulla, non comportandosi in modo dissimile da come si comportano molti altri centri diving in Italia e nel mondo". Il legale spiega poi che sta svolgendo ricerche in tal senso: ad oggi "non ha ancora trovato precedenti analoghi", cioè di sub deceduti a causa del monossido. Dunque "appare ancora necessario capire come si sia potuta verificare, in questo caso, una tragedia di tali proporzioni, prestando tutte le cautele". La difesa di Montrone sta acquisendo informazioni e compiendo valutazioni "proprio per contribuire a fornire risposte a tali quesiti": i risultati li metterà a disposizione della procura. "Al di là di queste doverose precisazioni, prima di colpevolizzare e emettere giudizi affrettati, appare altrettanto doveroso sottolineare l'assoluta buona fede del Montrone" che quel giorno ha "utilizzato bombole provenienti dallo stesso lotto da cui provenivano le bombole utilizzate dai tre sub e la sua correttezza nel mettersi completamente a disposizione delle Autorità per fornire il proprio contributo per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti. Il tutto nel rispetto più assoluto del dolore" dei familiari dei tre sub, colpiti da una tragedia che, qualunque siano le conclusioni della vicenda processuale, "lascerà un segno indelebile anche nel sig.Montrone".
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