Attenzione
Ruba la cassetta dell’elemosina, inseguito dai sacerdoti
Arrestato dopo la fuga, dietro di lui anche agenti della polizia municipale e carabinieri
MARINA DI GROSSETO A far scattare l'allarme sono state due donne, due fedeli, che hanno visto un uomo uscire dalla chiesa dedicata a San Rocco con il pilastro delle elemosine sotto il braccio, coperto alla meglio da un telo bianco preso dalle panche. Ma a condurre l'inseguimento sono stati prima il viceparroco e un sacerdote, poi lo stesso parroco, quindi due agenti della polizia municipale e ancora una pattuglia dei carabinieri. Infine, lo stesso maresciallo di Marina di Grosseto, che - inforcata una bicicletta rimediata al bagno Nettuno - ha raggiunto la zona delle colonie in borghese: e qui il sottufficiale è rimasto anche ferito al braccio dal ladruncolo.
Tutti dietro, in una scena surreale, a Hassan El Motaki, 38 anni, origini marocchine, alloggio in un garage a Siena, moglie e figli in patria, lavoro precario da ambulante abusivo, tre pagine di precedenti penali e tre interventi nei suoi confronti negli ultimi giorni da parte dei carabinieri. L'uomo, dopo la convalida, è tornato libero: impossibile per legge punirlo con misure restrittive, a causa del decreto svuotacarceri e del fatto che il reato non potrà comportare pene superiori ai 3 anni (il giudizio per direttissima si terrà il 23 settembre, su richiesta della difesa).
Furto e resistenza a pubblico ufficiale sono le contestazioni mosse dal pm Coniglio a El Motaki, difeso dall'avvocato D'Amato, davanti al giudice Muscogiuri. Nulla nel portafogli. Ma nella tasca interna dei pantaloni lo straniero aveva 34 euro e spiccioli: i carabinieri e i sacerdoti ritengono che nella cassetta vi dovesse però essere una somma maggiore di denaro, visto che non era stata svuotata da diversi giorni. L'arresto è scattato martedì sera. Il furto risale alle 18,40. Le due donne che hanno assistito alla parte iniziale della fuga erano nel giardino ai piedi della chiesa. Una di loro ha avuto la prontezza di seguire l'uomo con la colonnina sotto il braccio e di vedere che si era diretto verso la zona Rosmarina, passando vicino a un ristorante.
In questa direzione lo hanno seguito il viceparroco e un sacerdote, che hanno rintracciato El Motaki nella zona Rosmarina, mentre sorseggiava una birra al bar: «Non sono stato io, è stato un altro», ha risposto evasivo. Non convinti, i due religiosi lo hanno seguito mentre si allontanava verso il bagno Moreno. Nel frattempo si erano aggiunti il parroco e due agenti della polizia municipale. Strada facendo anche i carabinieri di Marina, che lo hanno finalmente bloccato. Quando è arrivato anche il comandante della stazione, El Motaki ha fatto resistenza: di farsi portare in caserma non aveva affatto voglia. Così si è divincolato e ha graffiato il sottufficiale al braccio sinistro: cinque i giorni di guarigione. Poi alla fine si è convinto: «Ho fatto una cavolata». E si è fatto arrestare, passando la notte nella camera di sicurezza del comando di piazza Lamarmora, a Grosseto. Poco dopo l'arresto, i carabinieri hanno recuperato, non distante dalla chiesa, la cassetta delle elemosine: era sfondata.
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