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Predatore sbrana quattro pecore

Predatore sbrana quattro pecore

Saturnia, un canide dal pelo rossiccio divora un capo a 50 metri dal pastore

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SATURNIA. A Saturnia il predatore fa colazione e alle 8,30 sbrana tre o quattro pecore, poi, sazio, torna a nascondersi nel bosco. Possibile che coi piani di cattura attivati non si riesca a prenderlo?

L’assalto è toccato, martedì, a due aziende confinanti, quella di Comerico Bellucci e quella di Virgilio Manini, nelle campagne di Saturnia. Dunque, mentre c’è chi sta scoraggiando l’entusiasmo degli allevatori che di recente, a Scansano, si erano incontrati per intraprendere vie alternative, anche legali, per chiedere risarcimenti e politiche efficaci e per bloccare l’aggressione ai greggi, i predatori continuano a colpire duro.

Un grosso animale, infatti, verso le 8,30 è stato avvistato da Comerico Bellucci mentre stava sbranando una sua pecora, e subito l’allevatore ha cominciato a gridare, a muovere le braccia per scacciarlo. Sono arrivati anche il figlio e il genero, l’uno sul trattore e l’altro su un’auto. E tutti insieme hanno accerchiato il predatore, grande, di pelo rossiccio, non certo un cane, come qualcuno ultimamente va sostenendo. Ma quello, uscito dal bosco, era per nulla intimorito e a soli 50 metri dall’allevatore si è sbranato un altro capo e poi è fuggito nel bosco, andando a sfamarsi nell’azienda confinante di Virgilio Manini. Altra predazione, in pieno giorno, altre perdite: «Perché continuano a prenderci per i fondelli? Sbotta Manini. Dove sono le catture? Quanti predatori sono stati catturati? A che serve il nostro controllo continuo? Io ho i cani da guardiania e non hanno potuto far nulla. Il mio vicino era lì personalmente a sorvegliare il gregge. Questa è una situazione vergognosa e purtroppo c’è chi dovrebbe salvaguardare la categoria e invece mette i bastoni fra le ruote a ogni iniziativa che non siano i soliti progetti, finiti in una bolla di sapone. e non si capisce bene perché si boicotti tutto quanto non rientra in linee prestabilite che si sono dimostrate inefficaci a dir poco. Intanto chiudono aziende e imprese floride, si continua a dar fondo ai soldi di progetti che non ci portano nessun beneficio e dico nessuno in assoluto. Ormai sono anni che continua questo stillicidio. La zootecnia maremmana non interessa proprio a nessuno?», conclude Manini.

Fiora Bonelli

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