Il Tirreno

Grosseto

Ti grido tutto il mio amore sull’asfalto

di Paola Villani

Non un sms né (per una volta) un muro: stavolta la dichiarazione è in una strada pubblica. E spopola

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FOLLONICA. L’amore raccontato sull'asfalto di una strada del centro.

Stavolta la “pagina” scelta per lasciare un messaggio amoroso non è un muro, ma la carreggiata di una via percorsa ogni giorno da tantissimi follonichesi e turisti.

«Il sole non mi garba quanto te»: così si legge nel tratto di via Bovio che conduce in via Golino, lato chiesa di San Leopoldo. Chi ha comprato una bomboletta di colore nero deve essere sicuramente maremmano, autoctono insomma, almeno così denoterebbe il verbo utilizzato. “Garba” è un’espressione toscana, grossetana meglio sarebbe dire.

E chissà se il lui o la lei in questione abita in quella via o magari la strada è stata scelta a caso, forse perché di notte non molto trafficata. Difficile dirlo anche perché l’autore non ha lasciato firme o nomi dell’amato o dell'amata. A notare la scritta i residenti della via: Serena Tosi, proprietaria del negozio di erboristeria di via Bicocchi andato a fuoco due mesi fa, ha postato la foto su Facebook, scatenando molti commenti. La commerciante insieme al marito Richard, nel leggere quel messaggio si è emozionata, altri hanno criticato il gesto tacciando l’artefice di inciviltà. A chi ha commentato dicendo che certe persone dovrebbero imbrattare i muri di casa loro, Serena ha risposto: «Neanche a me piacciono gli scarabocchi, ma questa cosa è simpatica! Insomma, bisogna riuscire a fare una distinzione no? - spiega la follonichese - Non mi pare così grave. Non sopporto le scritte sui treni e sui muri, ma questo è un inno all’amore, toscanissimo per altro! Quasi sicuramente è opera di un autoctono. Vi dico la verità, appena ho aperto le finestre e l’ho letto mi è scappato un sorriso, lo abbiamo guardato insieme io e Rich abbracciati, l’amore giovane è un dono, non credo che chi l’ha scritto sia o diventi una cattiva persona, magari fra 20 Sorriderà con sua moglie rammentando questa bravata».

La scritta se ne andrà con le piogge, altre rimarranno come quelle che hanno sporcato il sottopasso pedonale di Campi Alti, inaugurato L’anno scorso. Un pezzo della canzone di Gionnyscandal, rapper giovanissimo che spopola tra i teenager, un messaggio per esprimere il proprio affetto, qualche frase contro il sistema: e così quei muri appena tirati su sono diventati lavagne piene di scritte, non così belle da vedere. Come loro altri edifici sono stati imbrattati da messaggi, alcuni senza senso compiuti, altri con errori grammaticalI. Eppure adesso, nell’era dei social, non dovrebbe essere così forte il desiderio di lasciare frasi in giro: basta accedere al web per postare un messaggio ai posteri visibile a tutti.

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