Sicurezza
Scopre di avere nel cd la Tac di un altro
A lei, che ha 84 anni, era stato dato per errore il referto di un 22enne: lo aveva tirato fuori per sottoporsi a un altro esame
SASSO PISANO. Da un po’ di tempo non è che stesse troppo bene. Al punto che il medico le consigliò di sottoporsi ad una Tac alla testa. «Dopo la solita trafila tra liste di attesa, ticket e prezzi improponibili la scelta cadde sull’ospedale di Grosseto. Anche perché volevo far presto».
In Maremma la signora Luigina Galleri, 84 anni, di Sasso Pisano si sottopose all’esame nel reparto di radiologia. Un viaggio di andata e ritorno con l’auto della pubblica assistenza (la donna vive da sola) tra curve, pensieri e camici bianchi in attesa del referto. Poi, però, accadde che lo specialista che la seguiva le fissò la visita prima che da Grosseto fosse pronto il cd con il responso del radiologo. «La visita andò bene - dice Luigina - mi sentivo meglio e quando ritirai il cd lo misi direttamente in un cassetto». Ecco, nel cassetto della credenza di Sasso Pisano, quel cd ci è rimasto quasi un anno. Fino alla scorsa settimana. «Mi sono sottoposta ad alcune visite. Mi hanno spedita in un centro medico-diagnostico a Venturina dove i medici mi hanno consigliato di sottopormi ad una Tac alla testa».
A quel punto si accende la lampadina nella mente della signora riaffiora il ricordo di quel cd che custodisce già da un anno proprio quell’esame. «Qualche giorno dopo torno dal radiologo a Venturina con il cd. All’interno ci doveva essere la Tac alla testa a cui mi ero sottoposta a Grosseto. Già ero agitata, ma non scorderò mai la reazione del dottore quando è andato ad inserire il dischetto nel computer». Viene fuori che il supporto digitale che era stato per un anno nella credenza della signora custodiva invece le lastre alla testa di un ragazzo di 22 anni. Con tanto di nome, cognome ed altri dati anagrafici.
«Per fortuna il referto di carta che avevo in mano - dice Luigina - almeno quello era buono». Il dottore, però, vuole vedere “la fotografia” digitale della testa della donna, in modo da valutare il da farsi. E lì riparte la trafila. «Telefono al centralino dell’ospedale, mi passano il reparto - continua la pensionata - e mi dicono che devo tornare a Grosseto. Allora prenoto di nuovo l’auto della pubblica assistenza e ancora curve, sale d’aspetto e tempo perso». Alla fine, la signora restituisce il cd con la Tac del ventenne e si riprende il suo esame. «Per me che sono pensionata - dice - è stato un disagio sia in termini economici che di stress». Dall’Asl 9 si scusano con la signora per il disguido tecnico e i problemi conseguenti e spiegano che gli esami devono essere ritirati di persona o su delega.
Rino Bucci
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