Il Tirreno

Grosseto

Scoperto lo scippatore delle “nonnine”

di Elisabetta Giorgi
Scoperto lo scippatore delle “nonnine”

Disoccupato di 62 anni, oggi in carcere, per quattro mesi sarebbe stato l’incubo delle anziane di Grosseto

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GROSSETO. Sette casi tra scippi e rapine in quattro mesi, tra la fine del 2013 e il febbraio 2014. E sempre ai danni di anziane signore di Grosseto, specie pluriottantenni, anche se la lista conta persino una vittima di 95 anni.

Capelli grigio-brizzolati, alto circa un metro e 85, Pasquale Trillicoso, 62 anni disoccupato originario di Caivano (paese della Campania) e da tempo residente nel capoluogo maremmano con la famiglia, è in carcere a Grosseto perché giudicato responsabile di una serie di colpi messi a segno tra la fine del 2013 e il febbraio 2014.

Sarebbe lui, secondo la ricostruzione della Squadra Mobile della Polizia di Grosseto, lo scippatore “seriale” ai danni delle anziane vittime di colpi a catena compiuti in città, con un modus operandi ricorrente che aveva fatto insospettire gli investigatori. Quello di agire sempre (o quasi) nel tardo pomeriggio o all’imbrunire, colpendo le anziane per poi dileguarsi. Senza mai correre, senza mai dare nell’occhio. Anzi, sfoderando un certo aplomb, un modo di fare pacato e tranquillo. Un sistema che per un po’ ha funzionato ma che è stato stroncato in due “tempi” da una capillare attività d’indagine condotta dalla Mobile.

A febbraio scorso scatta l’arresto in flagranza per rapina. Da febbraio a oggi gli agenti della Mobile, su disposizione della Procura, hanno ricostruito la sequela di altri episodi di cui lui si sarebbe reso responsabile prima dia febbraio, e che hanno contribuito ad appesantire il quadro accusatorio. Dunque Trillicoso, che era in carcere da febbraio, vi resta per effetto dell’ordinanza di custodia cautelare che gli contesta 7 episodi in tutto.

Episodi accaduto a cavallo tra 2013 e 2014, e che hanno fatto piombare Grosseto nell'incubo. Dieci in tutto (tra scippi, rapine e furti riportati nella tabella), di cui non tutti, ma “solo” 7 contestati lui. Le vittime hanno raccontato d’essere state aggredite da un uomo sui 40-50 anni, alto circa un metro e 85, capelli brizzolati-grigi, vestito bene. La zona, tra le vie Buozzi, via della Pace e via Emilia, e intorno all'ospedale. Risale al 21 ottobre 2013 il 1º episodio: una signora di 87 è rapinata nel pianerottolo di casa sua a Gorarella, bottino un bracciale d’oro prezioso. Il 30 ottobre tocca a una signora di 58 anni, rapinata nel parcheggio dell’ospedale: il malvivente le punta un coltello alla gola. Il 10 novembre è scippata una signora di 58 anni, sempre in zona ospedale. Il tipo indossa un giaccone sportivo con inserti rossi, poi ricorrente in altre occasioni. Il 28 novembre altra 58enne scippata in via Lombardia. Il 21 gennaio (caso al momento non attribuito a Trillicoso) altro scippo in via Fucini a una donna di 82 anni. Il 25 gennaio un caso bruttissimo (anche questo non attribuito a Trillicoso): un’anziana di 87 anni è rapinata in via Buozzi-piazza Veneto. Riporta il naso rotto, un trauma cranico e una fratura alla mano; prognosi di 30 giorni. Al 29 gennaio risale un furto (anche questo oggi contestato al Trillicoso) in un capannone nella zona industriale. Arriviamo al 6 febbraio e qui è scippata addirittura una signora di 95 anni, in via Corridoni. Infine il 21 febbraio è la svolta. Un’anziana di 83 anni è scippata mentre preleva soldi al bancomat nei pressi di piazza Volturno, ma un poliziotto della Digos libero dal servizio lo fa arrestare. Da quel giorno Trillicoso non è mai uscito dal carcere di via Saffi. Nel frattempo la Mobile ha proseguito le indagini, serrate. La sua casa è stata perquisita e sono spuntati molti oggetti derivanti da scippi e rapine (tra cellulari, borselli etc). Molte anziane hanno riconosciuto i beni di loro proprietà e in alcuni casi il volto del responsabile. Tutto è stato confrontato con le denunce raccolte dai carabinieri e con le informazioni pregresse della Volante. Il pm Stefano Pizza ha formulato al gip Valeria Montesarchio la richiesta (accolta) della misura cautelare in carcere: 10 i capi di imputazione contestati nei vari episodi: scippo, rapina, furto aggravato con destrezza o porto abusivo d’armi.

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