La manifestazione
Scarichi abusivi, sconti o megamulte
Chi si autodenuncia paga meno e, se non è recidivo, avrà la sanzione ridotta di un quarto. Ecco le attenuanti e le aggravanti
GROSSETO. Multe diminuite di un quarto a chi ha delle attenuanti oppure si autodenuncia, ammettendo di avere uno scarico abusivo. In questo caso, se lo scarico è della casa, il proprietario se la cava con una multa da 600 a 2.750 euro. La stessa autodenuncia per i possessori di capannoni o fabbriche fa scattare invece una multa da 6mila a 57mila euro. Ma se si viene pizzicati dalle forze dell’ordine, il salasso può arrivare fino a 3mila euro nel caso di scarichi delle abitazioni, e alla stratosferica cifra di 60mila euro per tutti gli altri tipi di fabbricati.
A otto mesi di distanza dall’approvazione degli importi delle sanzioni per chi non ha gli scarichi in regola, il Comune definisce le circostanze aggravanti e attenuanti.
Il pugno duro contro gli scarichi abusivi è partito a inizio 2014. Il Comune già da quattro anni aveva approvato il “Regolamento comunale per la disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o ad esse assimilate in aree non servite da pubblica fognatura”, ma fino a quel momento era un’arma spuntata, poiché non erano ancora stati stabiliti gli importi delle multe. A gennaio questi importi sono stati approvati ma c’era bisogno di un ulteriore passaggio: definire cosa può ridurre la multa e cosa la fa aumentare.
Un’autorizzazione allo scarico semplicemente non più valida, ad esempio, è circostanza attenuante. Idem se lo scarico ha un impianto di trattamento o se il proprietario ha un titolo abilitativo edilizio dell’impianto. Nel calcolo della multa influirà anche la situazione della persona sanzionata: se non è persona giuridica o se non è recidivo, la multa sarà più soft.
Al contrario, se l’autorizzazione non c’è mai stata, gli scarichi non vengono trattati, i titoli abilitativi non esistono e si è persona giuridica oppure si è già stati sanzionati, a quel punto la multa sarà più salata.
L’importo viene infatti stabilito entro una forchetta, a sua volta proporzionata al numero di abitanti equivalenti, cioè le persone che si ipotizza usino quegli scarichi. Due i tipi di immobile: le abitazioni isolate (il regolamento riguarda le case in campagna, quelle non raggiunte dalla rete fognaria), e gli «edifici adibiti ad uso diverso da quello abitativo», ovvero capannoni, fondi e così via.
Il dettaglio delle sanzioni è riportato nella tabella qui sopra. Per capire quale sarà l’importo della sanzione bisogna partire dal massimo previsto e diminuire di un quarto della differenza tra sanzione massima e sanzione minima per ogni eventuale attenuante.
Ad esempio, un podere che ha un impianto fuori regola che serve 10 abitanti equivalenti, si vedrà applicare una multa da 800 euro, se si autodenuncia. Ma se, ad esempio, ha solo l’autorizzazione scaduta, avrà uno sconto di 50 euro. Se non si autodenuncia ma viene sorpreso dai vigili urbani, pagherà mille euro nel caso non abbia attenuanti e 950,25 euro se ha solo l’autorizzazione scaduta. (f.f.)
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