Il Tirreno

Grosseto

«Tanti venditori abusivi perché c’è crisi»

di Paola Villani
«Tanti venditori abusivi perché c’è crisi»

Baba, rappresentante della comunità senegalese, spiega le ragioni del fenomeno e i timori dei suoi connazionali

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FOLLONICA. Una medaglia ha sempre due facce. Così se da una parte c'è chi chiede maggiori controlli, dall'altra c'è chi teme di perdere la possibilità di rimanere in Italia, quel Paese diventato casa per avere un futuro migliore. Un argomento quanto mai attuale quello dell'immigrazione e del commercio (spesso abusivo). Attuale e delicato, perché appunto la moneta ha due facce: da un lato c'è chi fa fatica ad arrivare a fine mese tra incassi che scarseggiano e una tassazione diventata un flagello e dall'altra c'è chi lascia tutto, sapendo di rischiare la morte per quel viaggio della speranza.

Tema attuale appunto anche a Follonica, dove domenica mattina le forze dell'ordine hanno messo in atto un blitz sulla spiaggia mirato a contrastare il fenomeno. «Siete tanti, ce lo dicono sempre». Thierno Tall, meglio conosciuto nel Golfo come Baba, è il segretario dell’associazione Jappo, che riunisce circa 80 senegalesi che da anni vivono a Follonica. Quella frase se la sente ripetere molto spesso, sa benissimo anche lui che l'immigrazione oggi è un fenomeno non semplice da gestire. La crisi economica colpisce tutti, anche gli stranieri che arrivati nel Bel Paese con la speranza di avere un futuro migliore, si ritrovano senza un'occupazione e quindi altro non hanno da fare se non vendere sulle spiagge. «Non è un fenomeno nuovo – spiega Baba – C'è una tradizione lunghissima che parte dal nostro paese, il Senegal, dove il commercio ambulante fa parte delle abitudini più radicate: le generazioni arrivate prima della mia hanno sempre lavorato sulle spiagge, prima era diverso, quando non c'era la crisi i guadagni non mancavano e non c'erano contrasti con le comunità locali. Ora tutto è cambiato».

Baba spiega che Follonica è solamente una delle mete scelte per questa tipologia di commercio, dove ci sono turisti ci sono ambulanti. E proprio come capita agli italiani, se prima un solo stipendio era sufficiente per vivere decentemente, oggi non basta più: da qui la presenza sempre più imponente di donne straniere, che come i loro padri e mariti, camminano ore ed ore per racimolare qualche euro. «La nostra associazione si ritrova spesso per parlare, per confrontarsi: ai nuovi arrivati cerchiamo di spiegare il rispetto delle regole, abbiamo tradotto nella nostra lingua la disciplina del commercio ambulante e l'abbiamo consegnata ai nostri connazionali. Ma le autorizzazioni sono poche a Follonica e in tanti rinunciano a compilare fogli e fogli per tentare di avere una licenza regolare: sappiamo benissimo che i controlli devono essere fatti, nessuno dice il contrario. Ma quei controlli spaventano. Magari hanno 50 o 60 euro di merce con sé e se vengono fermati gli viene fatta una multa di cinquemila euro – continua Baba – Poi quella sanzione diventa un problema serio quando devono essere rinnovati i documenti».

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