Il Tirreno

Grosseto

Tanti concerti gratis e... alcol-sorvegliati

Tanti concerti gratis e... alcol-sorvegliati

Alla Cava e al Cassero ricco cartellone promosso dal Comune: occhio di riguardo per il divertimento (sano) dei giovanissimi

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GROSSETO. Pubblico e privato: prove di dialogo sul fronte dello spettacolo per dare un’ulteriore scossa alle capacità attrattive di Grosseto in versione estiva.

È è questa la filosofia sulla quale si è costruito il cartellone di concerti presentato ieri dall’assessore Giovanna Stellini, destinato ad animare un bel po’ di serate da qui a fine agosto. Nucleo centrale è il Parco di Pietra di Roselle, alias la Cava, straordinaria arena estiva privata nella quale l’ente pubblico organizza quattro preziosi appuntamenti musicali dedicati a un pubblico trasversale per età, dagli adolescenti ai quarantenni.

La sinergia col privato funziona così: il Comune sceglie i gruppi e paga i cachet, il gestore privato (in questo caso la cooperativa Uscita di Sicurezza) mette a disposizione gratuitamente spazio e service tecnico. Così il Comune risparmia somme importanti sui servizi e può investire su qualche data in più; mentre il gestore ha una serata di qualità e può rientrare delle proprie spese attraverso l’attività di bar e ristorazione. Il combinato disposto va a vantaggio del pubblico, visto che i concerti sono a ingresso gratuito.

Stessa formula anche per il quinto appuntamento, il 31 agosto al Cassero Senese, spazio pubblico ma affidato a una gestione privata.

«Continua la collaborazione tra pubblico e privato», sottolinea Giovanna Stellini, evidenziando come dal progetto Muramonamour del Cassero a questo pacchetto di concerti alla Cava l’imperativo sia «spingere sull’intrattenimento di altissima qualità». In effetti i concerti di Roselle sono intriganti: dai ritmi festaioli di due band locali lanciatissime ben oltre i confini di Maremma (“Bluska” e “Matti delle Giuncaie”) al mito dei Csi, passando per la data più sorprendente: “Il Pagante”, fenomeno del web adorato dai giovanissimi. Gli adolescenti, insomma, che tutti auspicano di intercettare e avvicinare all’aggregazione sana.

Sana, ovverosia esplicitamente attenta a limitare il rischio dell’abuso di alcolici da parte dei minori. La chiusura del bar di un bagno a Castiglione, i sette ragazzini finiti in ospedale dopo un megaparty ad Albinia, le polemiche ricorrenti per un paio di locali del centro storico di Grosseto troppo “facili” nella distribuzione di shottini low cost; tutto questo induce l’assessore e Luca Terrosi, presidente di Uscita di Sicurezza, a lanciare un preciso monito preventivo: «Avvertiamo tutti: controlleremo minuziosamente i documenti di chi vorrà bere alcolici alla Cava. Beve solo chi ha l’età per farlo. Perché bere non è un delitto, ma bisogna saperlo fare».

Anche a costo di rinunciare a qualche “cliente” e a qualche guadagno. Privato e pubblico, per una volta, d’accordo anche su questo.

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