Il dolore
Noto ristoratore contro le troppe sagre
GAVORRANO. L'esplosione delle sagre danneggia il territorio ed è frutto della decadenza culturale del Paese. Un lungo sfogo lasciato sulle pagine del social network Facebook da chi della cucina ha...
GAVORRANO. L'esplosione delle sagre danneggia il territorio ed è frutto della decadenza culturale del Paese. Un lungo sfogo lasciato sulle pagine del social network Facebook da chi della cucina ha fatto un mestiere, ma che per il cibo ha una vera e propria passione.
Daniele Fantini, proprietario di un'osteria a Gavorrano, ha espresso il suo pensiero su una delle questioni più discusse durante l'estate: la presenza di molte sagre in varie zone della Maremma, manifestazioni che in un momento di difficoltà per le attività commerciali, non sono proprio ben digerite da ristoratori e proprietari di locali. «L'esplosione delle sagre in tutto il nostro territorio segue la decadenza culturale del nostro Paese – spiega Fantini – L'unica novità è quella di copiarsi i nomi. Il nome più riuscito negli anni passati è stato adottato anche da altre in questo anno. Nulla per la promozione dei prodotti locali, nulla della nostra storia, nulla di arte culinaria legata alla tradizione e alle eccellenze del nostro territorio. Solo e semplicemente ristoranti all'aperto, con cibo dozzinale e supercongelato, vecchio e che serve a svuotare i magazzini dei fornitori. Personale di cucina o di controllo che viene pagato in nero – dice ancora il ristoratore gavorranese – Non un materiale ecocompatibile o biodegradabile viene utilizzato, solo plastica derivata dagli scarti del petrolio, si fa pagare il coperto e non si paga la Tasi. Sagre solo per fare cassa fregandosene del territorio e delle sue eccellenze. Credo che questo costituisca solo un atto di maleducazione culinaria. Non si può denigrare i fast food e comportarsi nello stesso modo», conclude il suo sfogo Fantini.
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