Il Tirreno

Grosseto

In carcere lo scippatore delle vecchiette

In carcere lo scippatore delle vecchiette

In 4 mesi ha colpito 7 volte: la squadra Mobile, dopo un’attenta attività investigativa, ha ricostruito il puzzle dei colpi messi a segno a Grosseto

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È finito in carcere grazie a una certosina attivtà d’indagine della Squadra Mobile della Questura di Grosseto un 62enne di origine campana, residente a Grosseto da alcuni anni con la famiglia, giudicato responsabile di 7 colpi - tra scippi, rapine e un furto in un capannone - ai danni di anziane vittime. Gli episodi sono stati messi a segno nel capoluogo tra la fine del 2013 e il febbraio 2014, tutti con modalità simili che hanno portato gli investigatori a stringere il cerchio attorno al presunto responsabile. Le vittime hanno raccontato di essere state aggredite da un uomo sui 40-50 anni, alto circa un metro e 80, capelli brizzolati-grigi; il quale si avvicinava alle vittime, molte delle quali 80enni, nel tardo pomeriggio o all’imbrunire, quando la visibilità calava. Era sempre lui a seguirle e scipparle in strada. A volte le spintonava fin dentro casa. Una delle sue caratteristiche srebbe stata quella di agire con estrema tranquillità per non dare troppo nell’occhio. Così, una volta compiuto lo scippo, si dileguava senza correre, sicuro che le anziane vittime non avrebbero avuto la forza per inseguirlo. La sua azione era circoscritta a Grosseto tra le vie Buozzi, via della Pace e via Emilia; ma sempre lui, secondo il quadro accusatorio, avrebbe agito in un paio di circostanze intorno all’ospedale.

A imprimere la svolta è stato il colpo avvenuto a Grosseto in data 21 febbraio 2014, quando un poliziotto della Digos fuori servizio ha scoperto che il tipo stava seguendo un’anziana intenta a fare un prelievo al bancomat. In quell’occasione l’uomo, colto in flagrante, era stato arrestato e portato in carcere, dove si trova tuttora. Da allora la sua casa era stata perquisita e la squadra Mobile, cui la Procura ha affidato le indagini, ha ricostruito i colpi sotto un unico comune denominatore, costituito appunto dal soggetto in questione ritenuto responsabile dei vari colpi in serie ai danni delle anziane.

Il gip del tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Stefano Pizza, che chiedeva la misura cautelare in carcere. L’uomo, che da febbraio è in carcere in via Saffi per la rapina del 21 febbraio, si trova ora addebitati 10 capi d’imputazione tra scippo, rapina impropria, lesione personali aggravate e porto abusivo di armi. In quei mesi erano stati messi a segno in tutto 10 colpi, dei quali 7 gli sono stati formalmente contestati nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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