Gatto scappa in città, dopo 28 giorni lo ritrovano a Marina
L’impresa di Gennaro: nascosto nel paraurti di un’auto, “macina” 10 chilometri. E alla fine torna a casa: un’intera frazione si mobilita per lui
GROSSETO. Già una prima volta era scampato all’infernale ingranaggio di un condizionatore in zona industriale di Grosseto. Per la seconda volta se l’è cavata ora, dopo un avventuroso viaggio tra gli ingranaggi di un’auto.
Era sparito da Grosseto a luglio: è stato ritrovato a Marina a metà agosto. Dopo 28 giorni e 10 chilometri macinati.
È la “miracolosa” storia di Gennaro, un bel gatto di 3 anni ritrovato sano e salvo (pur con qualche acciacco) dai suoi padroni che l’hanno cercato giorno e notte fino a scovarlo , impaurito, dimagrito e ferito, in un garage abbandonato di Marina. La sua storia era iniziata nel 2011, quando il felino era stato “adottato” in zona industriale di Grosseto dagli attuali padroni. «Sembrava un topino, aveva la tigna. Mio marito - racconta Lucia Posa, impiegata a Grosseto - lo vide in difficoltà e lo salvò mentre lui si stava infilando in un macchinario. Ce lo portammo a casa». Da quel giorno è stato amore vero. Amore per Lucia, per il marito Massimo Mariotti e le figlie Stella ed Elisa. Oltreché per il cane Zoe con cui condivide coccole e un bel lettone comodo.
Con tutti loro Gennaro è cresciuto sano e felice, finché il mese scorso - era il 17 luglio - il gatto non è sparito dalla casa di via Etiopia. L’indole esploratrice non abbandona neppure il micio più affezionato. E così è successo il fattaccio, che per un mese ha tenuto sull’attenti una frazione intera. «Mia figlia Stella quel giorno ha deciso di andare al mare. E ha preso la macchina senza sapere che Gennaro si era infilato nel paraurti». Ci si era accovacciato ben bene, dopo essere passato dalla finestra del garage e aver rotto la zanzariera. Eccolo dunque in viaggio per una destinazione a lui ignota.
Arrivata a Marina, Stella ha parcheggiato dietro Villa Gaia quando si è vista spuntare una coda e, senza sapere che di Gennaro si trattasse, ha chiesto aiuto a un signore che abita lì. Costui ha allentato il paraurti svelando l’identità, ma troppo tardi per acciuffarlo. Uscito per strada, disorientato e confuso, Gennarino ha fatto perdere le proprie tracce scivolando nel mistero per un mese. «Quante volte siamo andati a Marina, quante volte abbiamo fatto su e giù da Montelaterone dove viviamo d’estate - racconta Lucia - Quanto tempo l’abbiamo cercato». La famiglia Posa-Mariotti, che non si è mai data per vinto, ha organizzato una “battuta” in grande stile, a suon di inserzioni sui giornali e una raffica di cartelli con identikit che hanno colonizzato l’intera frazione, da Rosmarina fino al ponte. I “marinesi” a raccolta hanno partecipato a vario titolo alle ricerche. «Abbiamo ricevuto tantissime telefonate»; ma in molti casi non era lui. Invece alla fine è arrivata la segnalazione giusta.
Gennaro è stato avvistato in via dell’Oleandro. E grazie a una catena di “testimoni eccellenti” cui va il plauso dei proprietari - Daniele, Gerardo, Paola e Silvana - Gennarino è tornato a destinazione.
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