Il Tirreno

Grosseto

«Fascisti»: esplode il caso a Magliano

di Francesca Ferri
 «Fascisti»: esplode il caso a Magliano

Consiglio comunale al vetriolo: Condipodaro non ottiene la parola e offende il sindaco e i suoi. Che meditano di denunciarlo

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MAGLIANO. Accuse reciproche, toni tesissimi e alla fine sono volate parole grosse. Che potrebbero avere un’appendice da discutersi in tribunale.

È stato un consiglio comunale al fulmicotone quello che si è tenuto a Magliano alla vigilia di Ferragosto. I temi all’ordine del giorno erano delicati: c’era da approvare le aliquote delle tasse comunali, Tari, Tasi e Imu, e da discutere una mozione presentata dalla minoranza di Salvatore Condipodaro che chiedeva al sindaco e ai consiglieri di maggioranza (della civica Magliano Oggi) di esprimere la propria posizione sulla costruzione dell’autostrada. E proprio con Condipodaro è scoppiato il caso.

Il consigliere ha infatti sbattuto il pugno sul tavolo, ha dato al sindaco Diego Cinelli e alla sua maggioranza dei «fascisti, peggio dei fascisti» e se n’è andato.

«Per la seconda volta questo signore neosindaco è del parere che lui è il padreterno», spiega Condipodaro. «Avevamo chiesto un consiglio straordinario perché l’amministrazione prendesse posizione sull’autostrada. Ci è stato negato. E allora gli ho detto che io con i fascisti non voglio avere niente a che fare e che qui è peggio del fascio, e me ne sono andato». Condipodaro è poi rientrato «per rispetto verso chi mi ha dato fiducia votandomi», dice.

Diversa la versione della maggioranza. «Il regolamento prevede che quando si chiede un consiglio straordinario per discutere un argomento, si presenti una relazione su quell’argomento. E la minoranza quella relazione non l’ha presentata», spiega l’assessore Mirella Pastorelli. «Inoltre l’altro gruppo di minoranza, Viva Magliano viva, ha parlato oltre il tempo previsto – spiega ancora – perciò quando Condipodaro ha chiesto la parola il sindaco gli ha detto di no e di rimandare il tutto a una richiesta formale da inviare per raccomandata».

Quando Condipodaro è tornato in sala, i lavori sono proseguiti ma in un clima tesissimo, esacerbato dalle polemiche dei giorni precedenti sul degrado a Pereta.

Nella frazione, infatti, si sono levate le proteste degli abitanti per l’erba alta e la presenza di ratti e serpenti. Condipodaro, ieri, ha attaccato la decisione dell’amministrazione di prevedere il ricorso all’esproprio dei terreni se i proprietari non li puliscono (il sindaco sta preparando l’ordinanza), richiamandola all’obbligo a pulire. L’assessore Pastorelli spiega che «il Comune ha solo una servitù di passaggio, quindi è obbligato a pulire solo in quell’area», ammettendo tuttavia che deve ancora pulire.

«Stiamo valutando azioni legali contro il consigliere Condipodaro», annuncia il sindaco che non ci sta ad essere tacciato per fascista. Dal suo canto Condipodaro ha già chiesto consulto a due avvocati per capire se il sindaco aveva l’autorità per non dargli la parola.

Nel frattempo, però, la posizione dell’amministrazione sull’autostrada non è stata ancora resa nota.

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