Sicurezza
Aziende di vino e olio contro la geotermia
Fronte comune al ministero dei produttori della zona del Montecucco e Brunello contro gli impianti
SANTA FIORA. Nonostante il perido di ferie, la questione geotermia non si smorza in Amiata e continua incessante l’impegno del Comitato per la salvaguardia della Valle dell’Orcia Inferiore.
Nei giorni scorsi Daniele Galluzzi, vicepresidente del Comitato, ha partecipato all’incontro alla Camera dei deputati tra una delegazione del Movimento 5 stelle, esperti di geologia e geotermia, associazioni e comitati cittadini nel quale sono state denunciate le incredibili contraddizioni che caratterizzano il piano per la geotermia perseguito dalle istituzioni nazionali e regionali.
Galluzzi ha messo in evidenza la straordinaria bellezza dei territori dove dovrebbero attuarsi le iniziative geotermiche, caratterizzati da una spiccata vocazione turistica ed agricola, settori questi ultimi da cui dipende la quasi totalità dell’economia locale; ha inoltre auspicato che l’azione del Comitato sia condivisa e portata avanti con vigore dagli amministratori locali, «come sembra poter cogliere nelle ultime prese di posizione», come afferma Alessandra Vegni del Comitato antigeotermico di Montenero e consigliere comunale di minoranza di Castel del Piano.
Il Comitato è inoltre impegnato nella predisposizione delle osservazioni nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale pendente al ministero dell’Ambiente sull’impianto pilota Montenero.
Su incarico del Comitato e di oltre 30 tra le più importanti aziende produttrici di olio e vino della zona (Montecucco e Brunello), l’avvocato Michele Greco - oltre all’elaborazione delle contestazioni di carattere strettamente giuridico - sta coordinando il lavoro di un’équipe composta da geologi, geofisici, agronomi, ingegneri e architetti paesaggisti,che lavoreranno fino all’ultimo giorno utile (24 agosto) per elaborare le relazioni peritali di rispettiva competenza.
«Per la prima volta nella storia della geotermia – prosegue Vegni – nelle osservazioni predisposte dal Comitato saranno indagate non solo le tipiche criticità ambientali connesse agli impianti geotermici (tra cui la sismicità indotta) ma anche e soprattutto i danni che le coltivazioni di vite e olivo potrebbero subire nel caso in cui si verificassero fenomeni di subsidenza (abbassamento del terreno). Allo scopo di dimostrare al ministero le peculiarità del distretto rurale in cui si vuole realizzare l’impianto (peculiarità che la compagnia multinazionale proponente si è ben guardata dal lasciare emergere nella documentazione depositata), saranno allegate alle osservazioni schede monografiche delle aziende, dalla lettura delle quali emerge una realtà unica al mondo».
Nel raggio di 5 chilometri dall’area di impianto sorgono infatti decine di aziende che esportano in tutto il mondo e che hanno ricevuto prestigiosi premi e riconoscimenti. «Mai si era visto un concentrato tale di eccellenza in così pochi chilometri quadrati: il Ministero dell’ambiente e la Regione Toscana non potranno consentire la realizzazione di un impianto pilota in un contesto del genere», conclude Vegni.
Fiora Bonelli
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