Sicurezza
«Devo essere forte per Noor: tu sei in lei. Le parlerò di te e del fantastico uomo che eri»
«Simone, amore mio. Ricordo bene quando ti ho incontrato la prima volta otto fa, in una strada di Gerusalemme. Ero rimasta incantata dal tuo sguardo caldo e dal tuo sorriso gentile. Alla fine della...
«Simone, amore mio. Ricordo bene quando ti ho incontrato la prima volta otto fa, in una strada di Gerusalemme. Ero rimasta incantata dal tuo sguardo caldo e dal tuo sorriso gentile. Alla fine della serata ero innamorata di te». Comincia così la lettera che Ylva Van Der Berg (foto), moglie di Simone, ha letto venerdì durante la cerimonia funebre del marito. Un ricordo tenero e struggente, parole e ricordi semplici, di una coppia innamorata. «Due settimane dopo siamo andati sul Sinai – ricorda ancora Ylva – Ricordo che guardavi il mare e stavi a lungo in silenzio. Ho imparato col tempo a capire quei tuoi silenzi, tu assorbivi ogni più piccolo dettaglio di quello che dicevo e di quello che succedeva intorno. Abbiamo scoperto quanto simili noi fossimo. Potevamo andare a una festa e bastava un’occhiata per capire se restare o andare». Ylva ha ricordato l’ultima videochiamata, quando Simone era già a Gaza. «Mi hai detto: “Devo andare a cucinare”, e io ti ho detto: “Fammi indovinare: pasta?”. Ora devo essere forte per Noor: tu sei in lei. Le parlerò di te e del fantastico uomo che eri. Ti ho amato dal primo momento e ti amerò per tutta la vita. Sei l’uomo più puro che abbia conosciuto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
