Trasporti
Bombole e computer Affidato l’incarico ai periti
GROSSETO. Sono settanta i reperti isolati dalla Procura che sta indagando sulla morte dei tre sub alle Formiche di Grosseto. Ieri mattina, al comando dei vigili del fuoco di piazza Carnicelli il pm...
GROSSETO. Sono settanta i reperti isolati dalla Procura che sta indagando sulla morte dei tre sub alle Formiche di Grosseto. Ieri mattina, al comando dei vigili del fuoco di piazza Carnicelli il pm Stefano Pizza ha partecipato a una riunione organizzativa con i periti della Procura, con quelli nominati dalle famiglie dei tre sub morti e dell’unico indagato, Andrea Montrone, titolare del diving.
Le prime cose che i consulenti nominati dalla Procura, il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto, Giorgio Chimenti insieme all’operatore Bartoli di Sarzana, dovranno capire è se la strumentazione utilizzata da Fabio Giaimo, Gianluca Trevani e Enrico Cioli, funzionasse come avrebbe dovuto. Ma anche se l’aria che era dentro le bombole dei tre sub fosse stata contaminata da qualche agente esterno.
Chimenti ha spiegato subito ai consulenti di parte civile e al consulente nominato da Riccardo Lottini, difensore di Andrea Montrone, che ha scelto Franco Riccardo Barnini della Bta di Firenze, la necessità di avere a disposizione apparecchiature particolari che potranno essere fornite da una società specializzata.
Per questo ieri mattina non si è proceduto ad alcuna analisi che sarà invece effettuata nei prossimi giorni quando gli stessi esami avverranno sempre sotto la direzione del perito incaricato.
In particolare la procura di Grosseto vuole che venga accertato se le bombole possano essere state caricate male e se il loro malfunzionamento, o se dentro ci fosse finita dell’aria sporca, contaminata da qualche agente in grado di uccidere i tre uomini.
Le tre bombole che Giaimo, Trevani e Cioli indossavano domenica scorsa durante la discesa sul fondale delle Formiche sono i primi oggetti, insieme ai computer che avevano indosso, che saranno oggetto di analisi da parte dei tecnici della Procura.
Ci vorrà tempo per arrivare a una soluzione del caso: ci vorranno analisi approfondite, da incrociare con quelle tossicologiche che sono state disposte sulle salme dei tre umbri.
I computer, poi, potranno raccontare molto di quello che è successo sott’acqua. Sono una sorta di scatola nera che registra tutto, durante le immersioni.
Il medico legale che ha effettuato l’autopsia si è riservata trenta giorni di tempo per rispondere alle domande del pm. Solo dopo allora si potrà conoscere la causa della morte dei tre sub. (f.g.)
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