Sicurezza
Addio a Lea ed Enzo La comunità piange due figure storiche
La signora Giannelli Albanesi era la titolare di una gelateria Bardelli, commerciante di tessuti, era da poco in pensione
CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano perde, in due giorni, due negozianti simbolo del paese che hanno attraversato la ricostruzione del dopoguerra, i mitici anni Sessanta e Settanta e le trasformazioni della fine del secolo. Un pezzetto significativo di storia paesana.
Sono scomparsi, infatti, mercoledì e giovedì, Lea Giannelli Albanesi, 91 anni, la storica gelataia di Castel del Piano, ed Enzo Bardelli, negoziante di “pannina” di corso Nasini. Era solo la fine di giugno quando Enzo Bardelli annunciava la sua pensione, poco prima che il suo storico negozio di tessuti fosse riaperto, il 12 luglio ristrutturato, dalla figlia Claudia.
Adesso Enzo se ne è andato per sempre. Lui che obtorto collo si era rassegnato a essere in piena attività, non ha retto, forse alla pensione appena iniziata ed è scomparso a 87 anni, dopo una breve malattia.
Un negozio centenario, la “casa del tessuto Bardelli”, aperto nel 1910 in corso Nasini 4 da Francesco Bardelli, nonno di Enzo, che lo mise su come succursale del negozio di pannina e merceria di Arcidosso. Dopo la prima guerra mondiale uno dei figli, Remolo, tornato dal fronte, ebbe la gestione del negozio e con la moglie Pierina di trasferì a Castel del Piano. Enzo, figlio di Remolo, entra in ditta a 14 anni, nel 1940, prima come ragazzo di bottega con due commessi, Fernando e Alfio, poi come approvvigionatore di merce e alla morte di Remolo, Enzo prende il suo posto.
È il 1955: il negozio comincia il gran salto e alla vendita di pannina si aggiungono gli abiti italiani di Lebole e Marzotto e la biancheria del Nord con il marchio 3 Stelle, Bellora, Bassetti e Zucchi. Enzo amava parlare delle sue valigette di cartone della parete di fondo del negozio e scopriva tessere di storia paesana di 100 anni fa: i bottoni neri comprati dai tagliatori che andavano in Maremma, le coroncine di raso per la comunione, le calze di seta, i nastri e le cravatte da lutto; spilloni, velette, bretelle e qualche pezzo di storia patria, come una decina di stemmi dei Savoia, scuciti (per precauzione) nel 1946 dalle bandiere tricolore.
Dopo 60 anni di attività Enzo a giugno è andato in pensione. Ma durante la sua attività, il negozio è stato punto di riferimento dell’Avis, di cui Enzo è stato una sorta di cassiere, prestando la sua disponibilità, comunque, anche ad altre associazioni paesane, come la filarmonica Rossini.
Una specie di faro di corso Nasini, come Lea Giannelli, invece, lo è stata per piazza Garibaldi, accanto alla quale si apriva la sua latteria, fin da quando il latte si andava a comprare con le bottiglie di vetro portate da case.
Qui Lea faceva anche il gelato, con latte vero, locale e la sua specialissima panna era conosciuta da residenti e turisti che allora frequentavano Castel del Piano in gran numero.
Un cono di gelato costava 10 lire e i gusti erano solo due o tre, ma la panna aveva un gusto inconfondibile e unico. I funerali dei due commercianti si sono svolti giovedì con grandissima partecipazione della comunità dell’intero paese.
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