Finanza
Sub morti, nessuna risposta dalle autopsie
Questa mattina cominceranno gli accertamenti tecnici sulle bombole, si aspetta il risultato delle analisi dell’aria
GROSSETO. Chi si aspettava risposte certe sulla causa della morte dei tre sub domenica alle Formiche di Grosseto, dovrà aspettare ancora qualche giorno. Almeno fino a quando la Procura non avrà il risultato delle analisi tossicologiche disposte dal sostituto procuratore Stefano Pizza. Analisi che serviranno a stabilire la presenza e la concentrazione di monossido di carbonio nel sangue di Fabio Giaimo, Gianluca Trevani e Enrico Coli i sub morti domenica alle formiche.
All’autopsia, della quale è stato dato incarico all’equipe guidata dalla professoressa Emanuela Turillazzi dell’università di Foggia, hanno partecipato anche i periti nominati dalle famiglie dei tre sub umbri e il dottor Martini, consulente incaricato dal difensore di Andrea Montrone, Riccardo Lottini.
Poche le certezze che emergono dall’esame autoptico: l’unico fatto che sarebbe emerso ieri, anche senza chiarezza assoluta, è che l’anestesista che potrebbe aver accusato un malore in acqua, aveva alcuni problemi cardiaci. Lievi, tanto che si era sottoposto qualche settimana fa a un elettrocardiogramma sotto sforzo.
Gli altri due corpi esaminati invece, non hanno dato subito i risultati che la Procura sperava di ottenere già con l’autopsia. Enrico Coli e Gianluca Trevani, 35 e 37 anni, erano sani e forti. E la loro morte, almeno alle prime risultanze, è stata improvvisa.
Oggi a Grosseto cominceranno le perizie sull’attrezzatura utilizzata dai sub durante l’immersioni. Quello che i periti della Procura dovranno accertare, oltre al corretto funzionamento del materiale utilizzato, ovviamente anche la qualità dell’aria che era dentro le bombole utilizzate da tutto il gruppo di sub che ha raggiunto le Formiche con l’Abc diving di Talamone. Alcune di queste infatti sarebbero state rabboccate a bordo della Emery Island e, proprio per questo, sarà necessario anche analizzare i compressori installati sull’imbarcazione.
Oggi i periti cominceranno dalle bombole e dai computer che i tre sub indossavano per quell’immersione.
Riccardo Lottini, avvocato di Andrea Montrone, parteciperà alle perizie con un consulente della società Bta di Firenze, specializzata in questo tipo di analisi.
«Dalle analisi dei computer che i sub indossavano avremo un quadro più preciso di quello che è successo - dice Lottini - perché ad oggi, nonostante l’autopsia, non sono ancora arrivate quelle risposte che ci aspettavamo. Le analisi della strumentazione utilizzata dai sub chiarirà tutto. In questo caso l’accertamento della verità sarà garantito da questo».
Intanto Andrea Montrone, il titolare del diving Abc di Talamone, unico indagato per la morte dei tre sub, ha deciso di sospendere l’attività. «E distrutto - spiega l’avvocato Lottini - e dopo ventitré anni senza mai un incidente alle spalle, si è trovato in mezzo a una tragedia che era davvero inimmaginabile per tutti».
Dopo tutti quegli anni trascorsi in mare Andrea Montrone ha deciso di lasciare per ora almeno l’attività di istruttore sub. «Continuerò a fare immersioni - ha detto - ma da solo».
Per capire e chiarire quello che è successo alle Formiche di Grosseto, si dovrà aspettare ancora qualche giorno. Nel giro di 72 ore infatti, dovrebbero essere trasmessi i risultati sulla composizione dell’aria che era dentro le bombole. La stessa che i tre sub, e tutti quelli che erano in immersione alle Formiche hanno respirato domenica.
Solo attraverso quei risultati sarà possibile capire cosa ha trasformato una giornata di festa al largo di marina di Grosseto in una delle tragedie più grandi che la Maremma ha vissuto negli ultimi anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google