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Ucciso a Gaza Simone Camilli, il figlio del sindaco di Pitigliano

Ucciso a Gaza Simone Camilli, il figlio del sindaco di Pitigliano

Il videoreporter di 35 anni è morto per lo scoppio di una bomba durante un servizio. Anche la Maremma lo piange. Papa Francesco gli dedica una preghiera: "Queste sono le conseguenze della guerra"

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PITIGLIANO. È Simone Camilli il giornalista italiano rimasto ucciso a Gaza nella deflagrazione di una bomba. Camilli, 35 anni, nato a Roma, è il figlio del sindaco di Pitigliano ed ex giornalista Rai, Pierluigi Camilli.

Il videoreporter toscano è rimasto ucciso a Beit Lahya, nel Nord della Striscia di Gaza: aveva già una grande esperienza sul campo, in particolare in Medio Oriente. Stava filmando il disinnesco di una bomba sganciata da un F-16 israeliano rimasta sul terreno quando è stato travolto dalla potente deflagrazione. Nell'esplosione hanno perso la vita altre quattro persone: Tayssir al-Hum, responsabile dell'unità speciale per la neutralizzazione degli ordigni; il suo vice Hazem Abu Murad, il loro assistente Billal Sultan e il giornalista Ali Abu Afash.

IL PADRE VOLA A GAZA. "Con Simone avevo parlato l'altro giorno. Gli avevo detto di stare attento ma mi aveva risposto di non preoccuparmi, che la situazione era tranquilla", ha detto Pier Luigi Camilli, il padre del fotoreporter incontrando brevemente i giornalisti. Pier Luigi Camilli ha affermato di aver visto suo figlio per l'ultima volta "una settimana fa. Siamo stati con lui con la moglie olandese e la figlioletta splendida di tre anni in vacanza in Toscana". Poi in lacrime, ha aggiunto, "è difficile parlare quando muore in questo modo un ragazzo di 35 anni". Il primo cittadino è già partito per Gaza e ha appreso la notizia a Roma dove stava trascorrendo insieme alla moglie un periodo di ferie: "Sono fiero di mio figlio - ha detto Pier Luigi Camilli -. Aveva questo lavoro nel sangue".

VIDEO / IL PADRE DI CAMILLI: "AVEVA IL GIORNALISMO NEL SANGUE"


IL PAPA PREGA PER IL REPORTER UCCISO. Papa Francesco, in volo verso Seul, incontrando i giornalisti, ha dedicato una preghiera silenziosa per Simone Camilli. La notizia della morte è stata data al Papa da padre Lombardi sull'aereo. Il Pontefice ha proposto ai giornalisti che accompagnano il terzo viaggio internazionale del papa di osservare un minuto di silenzio e pregare insieme "per il vostro collega". Il Papa ha poi concluso: "Queste sono le conseguenze della guerra".

INDAGA LA PROCURA DI ROMA. La Procura di Roma ha avviato un'indagine sulla morte del fotoreporter. Il procedimento è all'attenzione del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Nel fascicolo sono comprese le informazioni finora accertate sulla dinamica dell'esplosione che ha causato la morte di Camilli.

VIDEO: I PRIMI SOCCORSI ALL'OSPEDALE DI GAZA

SIMONE, CON LA VIDEOCAMERA SUI GRANDI FATTI DEL MONDO. Simone era da sempre in prima linea nelle zone calde del mondo, lavorando come producer e videoreporter per diverse agenzie internazionali, tra cui l'Associated Press. Dal 2005, come lui stesso scriveva sul suo profilo Linkedin, produceva video e realizzava servizi per il network americano. Con la telecamera in mano ha coperto alcuni dei più importanti eventi degli ultimi tempi. Soprattutto in Medio Oriente e a Gaza, una zona in cui viveva da lungo tempo e che conosceva bene e a cui aveva dedicato un documentario, "About Gaza", con cui aveva scelto di raccontare la storia della Striscia e narrare, attraverso le immagini, la difficile vita quotidiana dei palestinesi, i loro usi e i loro costumi.

Sempre sul campo, sempre nel cuore delle crisi: dall'operazione dell'esercito israeliano "Colonna di nuvola", nel dicembre 2012, allo scambio di prigionieri per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit (2011); dall'arresto dell'ex comandante serbo-bosniaco Radko Mladic (maggio 2011), fino al conflitto in Georgia (fra agosto e ottobre 2008). È presente anche durante gli scontri tra l'esercito turco e i militanti del Pkk, nel novembre 2007, fino al Libano, tra luglio e agosto 2006. Il Medio Oriente occupa uno spazio importante della sua esperienza professionale, ma Camilli non perde di vista i grandi appuntamenti della storia: come i funerali di papa Giovanni Paolo II e il conclave per l'elezione di Benedetto XVI (febbraio 2005) o il dramma della Costa Concordia (febbraio 2012).

LA MAREMMA IN LUTTO. Simone lascia una figlia di tre anni. Il paese di Pitigliano è sgomento: in segno di solidarietà e vicinanza per il gravissimo lutto che ha colpito il sindaco, ha comunicato l'amministrazione comunale, tutte le iniziative e manifestazioni pubbliche sono sospese.

Il vescovo Guglielmo Borghetti invita l'intera comunità a essere giovedì 14 agosto, alle 21.30 nella cattedrale di Pitigliano "per un momento di preghiera di suffragio per Simone e di sostegno per i suoi famigliari". Dopo aver appreso della morte di Simone, il quartiere ebraico  - Pitigliano è definita "La Piccola Gerusalemme" per la sua storia nel segno dell'integrazione tra cristiani ed ebrei - in segno lutto ha chiuso la Sinagoga e interdetto l'ingresso ai turisti.

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Sopra foto da Repubblica

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LE REAZIONI. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha espresso il suo cordoglio per la morte di Camilli. «La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese», ha detto, dopo che la Farnesina ha confermato «il decesso del connazionale Simone Camilli, avvenuto nella Striscia di Gaza». Nell’esplosione della bomba Beit Lahiya che ha ucciso il giovane videoreporter sono morte altre sei persone durante le operazioni di disinnesco.

"Nei luoghi di guerra si sa che i rischi sono sempre molto alti - dice il segretario della Fnsi (il sindacato unico dei giornalisti), Franco Siddi -  ma la circostanza in cui ha perso la vita Simone Camilli rende ancora più drammatico, doloroso e angosciante quanto è accaduto. E fa rabbia questa nuova esplosione in cui ha perso la vita". "Era lì da professionista esperto - sottolinea Siddi - a documentare fatti reali, di grande rilevanza per comprendere la gravità e le conseguenze della nuova guerra in corso tra Hamas e Israele. Unico suo obiettivo: far avere al mondo le immagini più vere. È caduto un testimone di verità. La vicenda ci porta indietro di almeno 12 anni, quando a Ramallah cadde Alfredo Ciriello, fotoreporter ucciso da una granata".

In un telegramma al padre, il presidente della Regione Enrico Rossi scrive: "Caro Pier Luigi, ho appreso la
notizia della tragica morte di tuo figlio Simone a Gaza e voglio manifestarti, anche a nome della Giunta regionale toscana, la mia più sincera partecipazione al tuo dolore. La perdita di un figlio è la prova più difficile che la vita possa metterci davanti". "Confido che il calore e l'affetto degli amici e della famiglia - continua Rossi - possano spingerti a guardare avanti perché a noi che restiamo è data la possibilità di onorare il ricordo dei nostri cari rinnovando il nostro impegno per la pace e il bene comune. Sono certo che è questo quello che Simone ti chiederebbe".

VIDEO: IL DOCUMENTARIO DI SIMONE CAMILLI "ABOUT GAZA"

About Gaza from Opacomedia on Vimeo.

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