Sicurezza
Il branco inferocito e la pecora: una foto documenta l’assalto
Inedita testimonianza per immagini di un’aggressione a un gregge vicino Stribugliano. «È la prova che sono cani»
ROCCALBEGNA. Di cani inselvatichiti che attaccano le greggi se ne parla da molto, troppo tempo, senza che il dramma dei pastori e delle loro greggi trovi soluzione. Ma a parte i pochi testimoni oculari – pastori che si sono trovati davanti il massacro delle loro pecore – non si era mai vista “in diretta” la ferocia di cani che azzannano pecore.
Per questo la foto che pubblichiamo qui a sinistra è un documento particolarmente importante, oltre che inedito. È un’istantanea, che risale a qualche tempo fa, dell’aggressione a una pecora da parte di alcuni cani vicino a Stribugliano. La foto appartiene a Riccardo Nardi di Roccalbegna. Che sulle aggressioni è certo: «La colpa non è del lupo, è dei cani dei pastori, dei randagi e degli ibridi».
Nardi è stato a lungo custode della riserva di Rocconi di Roccalbegna e conosce come le sue tasche i boschi dell’Amiata. «Per 4 anni a Rocconi – racconta – abbiamo messo una macchina fotografica permanente che scattava foto per tutta la notte a qualunque animale passasse davanti all’obiettivo. La macchina ha fotografato di tutto: istrici, tassi, cani e ibridi. Ma di lupi nemmeno l’ombra».
L’ex guardiano da anni conduce una sua personale battaglia per difendere a oltranza il lupo e dimostrare che la responsabilità delle predazioni è attribuibile solo ai cani e agli ibridi. «Lo dimostra – dice – la cucciolata degli 8 ibridi allevati al Crasm e la foto scattata nella zona di Stribugliano dove si vede una pecora aggredita da un branco di cani. E bisogna tener conto che i cani da guardiania, grandi e aggressivi, costituiscono con i randagi e gli ibridi un problema e una minaccia per chi va in strada a piedi o in bici». La segnalazione di Nardi è condivisa e supportata da molte testimonianze di turisti che non si azzardano più a percorrere sentieri segnati nelle carte. Eppure i progetti in corso come Ibriwolf e Medwolf indicano proprio nei cani da guardiania un deterrente contro le predazioni, tanto che ne sono stati consegnati gratis a chi ne aveva fatto richiesta. Le predazioni però continuano.
Fiora Bonelli
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