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Forestali senza paga dal mese di giugno

di Fiora Bonelli
Forestali senza paga dal mese di giugno

CINIGIANO. Lavorare è un dovere, riscuotere un optional: questo è quello che succede all’Unione dei Comuni della Amiata Grossetana per gli operai forestali. Lo afferma il consigliere dell’Unione dei...

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CINIGIANO. Lavorare è un dovere, riscuotere un optional: questo è quello che succede all’Unione dei Comuni della Amiata Grossetana per gli operai forestali. Lo afferma il consigliere dell’Unione dei comuni di Cinigiano Giovanni Barbagli, ma la notizia sta circolando ormai da tempo. I forestali sono senza stipendio da giugno.

«La delega per gli operatori forestali non era un obbligo per l’Unione dei Comuni e quindi se non c’erano condizioni e capacità di gestire questa competenza si doveva evitare di prendersi questo compito sarebbe rimasto di competenza della Regione», dice Barbagli. «Ma ora che da qualche tempo questa funzione è in capo all’Unione, sta succedendo quello che succede per altre deleghe ovvero incapacità di gestione, ritardi, conflitti tra enti. In questo scenario gli operatori forestali, periodicamente si trovano alla prese con i ritardi nell’erogazione dello stipendio (ora siamo arrivati a tre mesi dal mese di giugno) perché se tutto va bene la situazione si sbloccherà a settembre e con le solite procedure burocratiche lo stipendio di quattro mesi lo vedranno a ottobre».

Barbagli ha cercato di capire già a maggio perché il problema si ripresenta periodicamente. «Oltre a sentirmi dire “ma chi glielo ha fatto fare di prendersi questa delega”, la causa vera è legata al patto di stabilità e al problema di carenza di cassa che non consente di impegnare risorse oltre gli stanziamenti previsti. Siamo come al solito di fronte a un muro di gomma fatto di burocrazia e di inefficienza della pubblica amministrazione. Ma quello che è ridicolo è il consiglio che è stato dato agli operatori: “meno ne parlate e meglio è e guai andare sui giornali”. Ma dietro questi operatori ci sono le famiglie, le spese ordinarie, e non ultimo un diritto; chi lavora non solo ha il dovere di fare quello che viene loro richiesto, ma anche il diritto di avere il proprio salario».

In ultimo come consiglieri eletti dai rispettivi comuni Barbagli e i colleghi stanno ancora aspettando l’insediamento del consiglio dell’Unione. «Ma il presidente Franci è in tutt’altre faccende affaccendato – conclude con amarezza Barbagli – e allora abbiamo richiesto al prefetto di provvedere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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