Attenzione
«Linea dura da maggio» In tre mesi 4 sgomberi
GROSSETO. «Confermo: da circa tre mesi il Comune vuole adottare una strategia molto più rigida di prima per combattere il fenomeno delle occupazioni abusive. Noi stessi ci siamo incontrati con loro...
GROSSETO. «Confermo: da circa tre mesi il Comune vuole adottare una strategia molto più rigida di prima per combattere il fenomeno delle occupazioni abusive. Noi stessi ci siamo incontrati con loro per un accordo in tal senso». A spiegarlo è Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso, che risponde così sul caso della ragazza marocchina, sgomberata dal Comune di Grosseto mentre stava partorendo.
Una scelta, come aveva spiegato l’assessore alle politiche sociali Antonella Goretti, certamente perentoria e dettata dalla necessità comunale di riappropriarsi il prima possibile «e senza turbative» dell’alloggio in questione, entrando in azione nel momento in cui gli occupanti non erano in casa; nel caso in questione durante il parto.
Boldrini non entra nel merito dell’opportunità delle tempistiche adottate dal Comune («cosa comunque gestita da loro...), ma conferma la linea dura tirando in ballo il protocollo siglato a maggio scorso da sindaco, Goretti, Boldrini e Stefanelli (presidente Epg), e col quale il Municipio ha «irrigidito» la propria politica anti abusivismo.
Dai dati forniti ieri dal Comune risulta che in effetti - nel 2014 - gli sgomberi comunali di alloggi occupati abusivamente sono stati tutti operati da maggio in poi, ovvero dopo la firma del protocollo. E sono stati 4, due dei quali hanno riguardato l'emergenza abitativa (quindi direttamente legati al Comune e al Coeso) e gli altri due l’Epg.
Tendenzialmente sono gli alloggi gestiti dall’Epg (come quello di via Jugoslavia occupato dalla ragazza marocchina, Tania) a rischiare di più il fenomeno. Questo perché - spiega Boldrini - «una norma impone che quando una famiglia esce dall’alloggio, prima che un’altra in graduatoria vi entri la casa dev’essere ristrutturata o sistemata. Ciò può implicare tempi relativamente lunghi in cui possono insediarsi inquilini abusivi». Ben diversa la situazione del Poggio, struttura deputata all’emergenza abitativa e di per sé gestita in modo più rapido, dove i tempi “morti” sono ridotti ai minimi termini escludendo potenziali rischi di occupazioni abusive. Da ciò ne deriva che (in linea di massima) è anche giocando sui tempi e accorciando i passaggi da un inquilino all’altro che il Comune tenta di evitare gli “irregolari”.
Intanto Tania - dopo aver letto le parole dell’assessore Goretti riguardo al suo caso - ribadisce la «vergogna di essere stata lasciata per strada dal Comune apposta nel giorno del parto: una cosa indegna. Inoltre se mi fosse stata riconosciuta l’emergenza abitativa, io non sarei arrivata a questo: non avevo i sufficienti anni di residenza... Ma un Comune a mio parere dovrebbe guardare veramente a chi ha bisogno: io stavo partorendo».
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