Sicurezza
Tragedia dei tre sub alle Formiche: nel mirino le bombole
Sequestrata l’attrezzatura con i quali i quattro sommozzatori umbri sono arrivati al largo di Marina di Grosseto. Il pm ha disposto l'autopsia. Il sopravvissuto: «Ho visto uno dei miei compagni battersi i pugni sul petto»
IL FATTO Tragedia alle Formiche: muoiono tre sub, il quarto embolizzato è già stato dimesso | FOTO Le immagini della tragedia | VIDEO I soccorritori e l'arrivo delle salme a Marina di Grosseto

(Le bombole utilizzate dai sub. Nelle foto le tre vittime. In alto da sinistra nella foto da Facebook Gianluca Treviani e Fabio Giaiamo. Sotto Enrico Cioli)
GROSSETO. «Quando l’ho visto si stava battendo i pugni sul petto e mi sono allarmato. Stava male, ho soltanto cercato di salvargli la vita». Sono passate diverse ore da quando Marco Barbacci, imprenditore di 35 anni di Perugia, è riuscito a parlare con la capitaneria di porto. Fino a domenica pomeriggio, l’imprenditore è stato all’ospedale di Orbetello. È l’unico sopravvissuto della tragedia successa alle Formiche di Grosseto, uno dei luoghi preferiti dai sommozzatori innamorati della Maremma.
Il gruppo di amici perugini, tutti esperti sommozzatori con in tasca il brevetto per scendere fino a settanta metri, domenica mattina sono partiti prima di mezzogiorno da Talamone sulla Emery Island, la barca dell’Abc diving di Talamone. Una volta arrivati alle Formiche sono scesi in acqua. Barbacci era con Fabio Giaimo, 57 anni, medico anestesista e rianimatore dell’Asl di Perugia e istruttore sub. È lui la prima vittima della tragica domenica al largo di Marina di Grosseto. I due sono stati visti e caricati subito sull’imbarcazione di un grossetano che era lì con la famiglia. E l’allarme, mentre sulla barca un infermiere che era poco lontano con la sua famiglia, aiutava i due a rianimarlo, è arrivato immediatamente alla guardia costiera e al 118, intervenuto con due elicotteri.
VIDEO / L'ARRIVO DEI SOCCORRITORI ALLE FORMICHE
Di piccoli e grande barche, domenica alle Formiche era pieno. Ed è lì che è successo l’inspiegabile. Che una tragedia si è trasformata in una ancora più grande: perché con Giaimo, a distanza di pochi minuti, sono morti altri due sub che erano arrivati a Talamone insieme al medico e all’imprenditore. I corpi di Enrico Cioli e Gianluca Treviani, rispettivamente 37 e 35 anni, sono apparsi in superficie tra i bagnanti che avevano ancora negli occhi l’immagine dei soccorsi dei due sub. Loro, entrambi di Bastia Umbra, condividevano la passione per il mare e anche il lavoro. Entrambi, infatti, erano operatori sanitari.
La guardia costiera è tornata alle Formiche con altre motovedette e con l’elicottero che è stato fatto partire da Sarzana. Per i due ragazzi, però non c’è stato nulla da fare. E quello che all’inizio sembrava essere stato un malore di gruppo, causato probabilmente da una risalita troppo veloce fatta per aiutare Giaimo, si è trasformato in un giallo. Cioli e Trevani erano insieme. E insieme sono arrivati a galla ormai morti. Le squadre di Talamone, Orbetello, Porto Santo Stefano, Castiglione della Pescaia e Marina di Grosseto della capitaneria di porto hanno sequestrato l’imbarcazione dell’Abc diving con la quale i quattro sommozzatori erano arrivati alle Formiche. Quello che dovrà essere analizzata è la miscela che si trovava all’interno delle bombole. Miscela che serve appunto per scendere fino a settanta metri e che deve essere composta da percentuali di elementi ben precisi. La Procura, ovviamente, ha aperto un’inchiesta per stabilire se esistano responsabilità in questa tragedia.
Intanto, i sub che domenica erano alle Formiche, sono stati ascoltati dalla Procura di Grosseto che ha aperto un fascicolo. Il pm Stefano Pizza ha disposto accertamenti tecnici sull'attrezzatura da sub oltre all'autopsia sulle salme dei tre sommozzatori. Un primo esame delle salme è in corso all'obitorio di Grosseto: presenti, insieme ai medici legali, anche lo stesso magistrato e il personale della Capitaneria di porto. Gli accertamenti sulle bombole da sub sono stati disposti per capire se la morte possa essere stata eventualmente causata da un mal funzionamento dell'attrezzatura.(f.g.)
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