Sicurezza
Offese e furto di stemmi Caccia ai vandali del palio
Portati via i simboli del rione Croce che raccontano la storia della kermesse Scritte ingiuriose sui muri. Solidarietà dai colleghi: «Gesto da condannare»
PORTO SANTO STEFANO. Si sono arrampicati sulle palme piantate nei grossi vasi sul lungomare dei Navigatori e hanno portato via gli stemmi del Rione Croce che riportano gli anni delle vittorie del Palio Marinaro.
Si è compiuto nelle prime ore di venerdì l’ultimo degli atti vandalici che stanno rendendo inquieta la vigilia della 73ª regata di Ferragosto. Già nei giorni scorsi erano comparse sui muri del paese scritte offensive nei confronti dei Rioni e dei rionali: nulla a che fare con gli sfottò che hanno da sempre reso più “colorita” la manifestazione. Finora non si è mai andato oltre qualche parolaccia, quest’anno sono arrivate le ingiurie vere e proprie fino alla “profanazione” degli stemmi rionali che qui, come le bandiere, sono sacri.
L’atto ha provocato l’indignazione di tutti gli altri Rioni. La Pilarella, che proprio la stessa notte aveva curato il talk show sul Palio, ha voluto esprimere sulla pagina Fb di Claudio Busonero la propria «solidarietà nei confronti del Rione Croce per l’atto d’inciviltà. Per un santostefanese - ha scritto il capitano - non esiste accanirsi con i simboli e le insegne di alcun Rione. Tutti noi pensiamo che gli autori dell’atto vandalico siano forestieri. Lo sfottò nel Palio è ben accetto, ma questo va oltre ogni limite. Speriamo che i responsabili vengano individuati e la pena sia esemplare. Già le scritte apparse questi giorni sui muri sono da condannare, ma quando si toccano i colori rionali la rabbia è ancora più forte...».
Superato il primo momento di sconcerto, è caccia al vandalo o ai vandali. Cosa non facile anche se è già stato circoscritto l’orario in cui può essere stato compiuto l'atto. D’estate in piazza e sul lungomare i ragazzi fanno le ore piccole e in molti hanno testimoniato che fino alle 3 o le 4 del mattino gli stemmi stavano sulle palme. Quindi la “bravata” è stata portata a termine più tardi, quando in giro cominciano ad esserci i netturbini o altri che svolgono lavori mattinieri.
Qualcuno può aver visto? Dare un nome e un volto agli autori significherebbe sciogliere un altro dubbio che nel luogo del Palio è estremamente importante: si è trattato di santostefanesi o di forestieri? Alcune scritte sulle panchine fanno riferimento al 3 maggio 2014 “curva a Napoli”, luogo e data in cui è stato ferito allo stadio Ciro Esposito, morto poche settimane fa. Un accostamento disgustoso che, secondo alcuni, avvalorerebbe la seconda ipotesi. Ma, si chiedono in tanti, chi viene da fuori può “sentire” il Palio al punto di scagliarsi contro i rivali con tanta veemenza e inciviltà? Ecco allora che spunta l’ipotesi-depistaggio dei locali a cui tanti non vogliono credere perché sarebbe troppo triste se la gioventù di Santo Stefano non avesse rispetto neanche per quanto è stato creato con tanto amore dalle generazioni passate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
