Sicurezza
Nascondevano l’eroina nell’intestino
I carabinieri di Orbetello scoprono il “mezzo di trasporto” segreto di due giovani stranieri. Che finiscono in manette
GROSSETO. Avevano messo su un commercio fiorente di eroina, a Grosseto, con clientela che si rivolgeva a loro un po’ da tutta la provincia, ma dopo circa 5 mesi di indagini i carabinieri della compagnia di Orbetello hanno posto fine al loro giro d’affari che fruttava loro circa 2mila euro al giorno. E così sono finiti in carcere, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, due giovani tunisini, di 25 e 29 anni, che vivono a Grosseto da anni, pur essendo irregolari.
I carabinieri di Orbetello hanno eseguito, venerdì pomeriggio, due ordinanze di custodia cautelare. Per la verità il più giovane dei due si trovava già in carcere, a Siena: era stato arrestato a giugno, nell’ambito della stessa indagine.
Il meccanismo che avevano messo in piedi era semplice: niente intermediari, ma spaccio diretto a una clientela fidata che, nel tempo, era cresciuta: circa 100 grammi di eroina spacciati nel giro di 2 o tre giorni, con una media di una trentina di clienti al giorno che si rifornivano da loro. Per reperire la droga i due viaggiavano spesso, anche 2-3 volte a settimana, in treno, tra Grosseto e Napoli, e per trasportare in sicurezza l’eroina avevano deciso di utilizzare i loro intestini come nascondiglio. Ogni viaggio consentiva di portare un centinaio di grammi di sostanza stupefacente, pura al 40%, che poi i due tagliavano con ketamina e rivendevano in dosi con un grado di purezza ridotto al 10%.
Il comandante della compagnia di Orbetello, capitano Elisabetta Spoti, ha spiegato che l’attività investigativa dei carabinieri su questo commercio è iniziata nel marzo scorso, in seguito al sequestro, da parte dei carabinieri della stazione di Fonteblanda, di tre dosi di eroina trovate a un cliente dei due giovani.
Quest’ultimo, denunciato anche per spaccio, dal momento che aveva dichiarato che avrebbe ceduto la droga anche al fratello e ad amici, aveva, però, messo i carabinieri sulle tracce di chi gli aveva venduto l'eroina.
I due tunisini erano stati pedinati e intercettati e il 22 giugno il più giovane dei due era stato arrestato, dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Orbetello, alla stazione di Grosseto. I militari non gli avevano trovati nulla addosso, ma, sapendo che i carabinieri l’avrebbero portato in ospedale per una radiografia, il ragazzo aveva confessato di avere due ovuli nascosti nel proprio intestino. In tutto 96 grammi di eroina.
Il 25enne era stato arrestato e portato nel carcere di Siena. Poi i carabinieri avevano concentrato l’attenzione sul suo connazionale che aveva proseguito nell'attività di spaccio, intensificando i viaggi verso Napoli per sopperire alla mancanza del socio. L’uomo spacciava vicino alla stazione, nei pressi della scuola media Dante Alighieri e anche a casa, dove lo aiutava la moglie, un'italiana di 26 anni.
I carabinieri lo hanno arrestato mentre per la donna, che deve accudire la loro bambina di 5 mesi, il gip ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune di Grosseto.
Dalla perquisizione domiciliare sono emersi circa 6mila euro in contanti di cui la donna non ha saputo giustificare la provenienza, dal momento che né le né il marito svolgono alcuna attività lavorativa lecita.
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