Il Tirreno

Grosseto

Tragedia alle Formiche: muoiono tre sub, il quarto embolizzato è già stato dimesso

Tragedia alle Formiche: muoiono tre sub, il quarto embolizzato è già stato dimesso

Colpiti da un’embolia durante un’immersione: erano partiti all'alba da Talamone per un'escursione. Il gruppo è della provincia di Perugia

5 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sale a tre il bilancio dei sub morti dopo l'immersione alle isole Formiche di Grosseto. Dopo i primi due decessi, anche una terza persona già soccorsa ha perso la vita a causa delle conseguenze di un’embolia. A perdere la vita Fabio Giaimo, 57 anni anestesista rianimatore di Perugia e gli operatori sanitari Enrico Cioli, 37 anni, e Gianluca Trevani, 35 anni, entrambi di Bastia Umbra.

Una quarta persona è stata invece soccorsa e accompagnata all'ospedale di Orbetello dal quale è già stata dimessa. I quattro, della provincia di Perugia, sono partiti domenica 10 mattina da Talamone con un diving della zona. Durante l'immersione però, i subacquei sono stati visti risalire a galla all'improvviso e al largo delle Formiche è scattato l'allarme. Sono intervenuti subito gli uomini della guardia costiera di Porto Santo Stefano, Talamone, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia e Orbetello, oltre ai soccorritori del 118 che sono arrivati alle Formiche con i due elisoccorsi Pegaso 2 e Pegaso 3. La Guardia costiera e il 118 hanno recuperato i cadaveri: due sono stati trasportati al porto di Marina di Grosseto, il terzo, insieme al sub colpito da embolia e in gravi condizioni sono arrivati a Porto santo Stefano da dove saranno portati rispettivamente all'obitorio e alla camera iperbarica del San Giovanni di Dio di Orbetello. L'uomo è già stato dimesso dall'ospedale, sta bene.

Il gruppo di sub era partito all'alba da Talamone con un diving della scuola. I tre sub che sono rimasti uccisi, esperti e appassionati di fondali, avevano scelto le Formiche come sito d'immersione. Vicino a loro c'era anche l'imbarcazione del diving che aveva a bordo altri ragazzi.  

VIDEO 1 / L'ARRIVO DEI SOCCORRITORI ALLE FORMICHE

VIDEO 2 / L'ARRIVO DELLE SALME AL PORTO DI MARINA DI GROSSETO

Malore mortale a catena. Secondo una prima ricostruzione, il dramma si sarebbe verificato in due fasi. Prima uno dei sub del gruppo, che era sul posto con una organizzazione di diving di Talamone, avrebbe accusato un malore poi rivelatosi mortale ed è stato soccorso da un compagno di immersione, che avrebbe accusato anche lui un malore. I soccorsi del 118, giunti anche a bordo di una vedetta della Guardia costiera, non sono riusciti a rianimare il primo e hanno poi condotto a terra il secondo. Le condizioni di quest'ultimo non sarebbero gravi e sarebbe addirittura in via di dimissione dall'ospedale. Nell'altra fase un malore avrebbe colpito altri due componenti del gruppo e per questi non ci sarebbe stato più niente da fare.

LA MAPPA

I pareri di due medici. È la malattia embolica il peggior nemico del subacqueo, ovvero la patologia da decompressione cui va incontro il sub che riemerge velocemente senza osservare le dovute pause per 'sciogliere' le bolle di azoto che si sono formate nel sangue e nei tessuti scendendo a profondità maggiori dei 10-18 metri. E nella sua forma più grave può portare alla morte, come potrebbe essere accaduto  per i sub alle isole Formiche di Grosseto.  "Questa è la classica malattia del sub - spiega all'Ansa Luca Revelli, chirurgo endocrino del Policlinico Gemelli di Roma ed esperto di medicina subacquea - quando si emerge troppo rapidamente le bolle di azoto non hanno il tempo di sciogliersi. Dispnea, ovvero difficoltà a respirare, e dolori toracici sono i sintomi più comuni di chi viene colpito. Il problema nasce dalle miscele, come l'aria, che i sub respirano e che normalmente contengono il 21% di ossigeno e, ovviamente, l'azoto. Ci sono miscele più sicure, come il Nitrox o il Trimix, ma vengono usate per immersioni profonde. Certo le acque delle Formiche di Grosseto sono molto belle ma anche molto profonde in alcuni punti".

Sul caso, sempre all'Ansa, interviene Enrico Castellacci, che sveste per una volta i panni del medico della Nazionale di calcio per indossare quelli di provetto sub e di conoscitore delle acque al largo di Grosseto. "Fare valutazioni è prematuro, anche nella mia esperienza di subacqueo posso dire che la Mdd, ovvero la malattia embolica o malattia da decompressione, resta sempre la minaccia più grave per chi va sott'acqua". Castellacci prosegue. "Le Formiche di Grosseto - spiega il medico toscano raggiunto telefonicamente - sono una zona famosa per i sub, lì si fanno belle immersioni e posso dire che non è assolutamente una zona pericolosa, ma offre fondali e una fauna marina che permette ai subacquei di godere di tante cose belle. Insomma, per noi sub e' una zona prediletta". Difficile quindi capire e spiegare le dinamiche che hanno portato ad una simile tragedia, considerato che, aggiunge Castellacci, "quei fondali sono molto conosciuti. Per mia esperienza, visto che sono stato qualche anno fa in una camera iperbarica proprio per una malattia embolica, posso dire che la decompressione è la causa più tipica, ovvero quando le famose bolle di azoto non si sciolgono perfettamente e anche il sub più esperto può andare soggetto a una crisi grave. A me ad esempio è capitato pochi anni fa: ho avuto una grave malattia da decompressione e me la sono cavata con un mese di camera iperbarica". Nella tragedia consumatasi  alle Formiche, conclude il medico degli azzurri, "è difficile pensare che sub cosi' esperti non abbiano fatto tappe di decompressione affrontando la risalita".

LE FOTO

11

 

12

13

14

15

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa