Attenzione
Dopo l’esposto, l’ingiunzione
La Marina di Scarlino replica al gestore del bar: «Affitti non pagati, dovremmo lamentarci noi»
SCARLINO. «Non hanno mai pagato l’affitto né tanto meno le utenze. C’è per di più un’ingiunzione di pagamento del tribunale: dovremmo essere noi a lamentarci non loro».
Così Leonardo Pagni, presidente della Marina di Scarlino, società che gestisce il porto del Puntone, interviene in merito alla questione sollevata da Giuseppe Esposito, proprietario di una delle attività che hanno sede appunto nella struttura scarlinese.
Il gestore del bar ristorante, Bolle Pupe e Marinai, attraverso una lunga lettera qualche giorno fa, aveva raccontato di aver depositato un esposto per truffa contro la società che fa capo a Leonardo Ferragamo, colpevole a suo giudizio di non aver rispettato i patti stipulati nel contratto di locazione, firmato al momento della realizzazione della galleria commerciale del porto.
Esposito accusa l’azienda di aver messo in ginocchio la sua famiglia e definisce l’operazione commerciale del Puntone, «una grande beffa». L’esposto è solo l’ultima azione legale; sono infatti aperti altri contenziosi tra l’imprenditore e la società. Questa la versione di Esposito.
Ora arriva la risposta del presidente della concessionaria della struttura scarlinese, che senza mezzi termini dichiara non solo che chi ha fatto l’esposto non ha mai pagato l’affitto né tanto meno le utenze, ma che c’è un’ingiunzione di pagamento emessa dal tribunale grossetano a carico proprio di Esposito.
«Siamo fortemente impegnati in un programma di iniziative di marketing che puntano alla promozione del Marina di Scarlino, delle attività commerciali della sua galleria e in generale del territorio – spiega Pagni –. Quando si sono verificate situazioni di difficoltà di qualche gestore, legate alla generale debolezza dell’economia nazionale, i vertici del Marina di Scarlino si sono sempre prodigati per venire incontro alle esigenze dei nostri partner. Dunque siamo stupiti di questa iniziativa del gestore del locale Bolle, Pupe e Marinai, il quale ha per altro omesso di dire che le attività che fanno capo al signor Giuseppe Esposito e alla signora Loretta Maurizio, non hanno mai pagato alcunché sia come affitti, che come spese di gestione, né tanto meno per le utenze».
Pagni non si ferma qui. «Con il suddetto gestore avevamo trovato un accordo che era stato faticosamente raggiunto nel 2011 e consacrato innanzi ai rispettivi legali, ma dal medesimo totalmente ed immediatamente disatteso, tanto che il Tribunale di Grosseto ha emesso un’ingiunzione di pagamento oggi divenuta definitiva ed inoppugnabile».
Pagni spiega che il contenzioso dovrebbe concludersi a ottobre, quando è prevista la decisione del tribunale grossetano. Insomma se qualcuno deve lamentarsi è la società che gestisce la galleria commerciale non certo l’imprenditore: le iniziative di Esposito a giudizio di Pagni sono meramente strumentali.
«Continueremo nella politica di supporto agli imprenditori del porto, a condizione di avere di fronte operatori seri che rispettino gli accordi presi», conclude il presidente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
